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Trecastagni


Trecastagni (Triccastagni in siciliano) è un comune italiano di 10 985 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Geografia fisica

Trecastagni sorge alle pendici del vulcano Etna, ed è uno dei comuni che si trovano alla quota più elevata.
Il territorio è collinare ed è circondato da svariati conetti vulcanici di diversa epoca e dimensione (Monte Ilice, Monte Gorna, Monte San Nicolò, Tre Monti, Monte Serra). [2]
La particolare conformazione del territorio circostante, caratterizzato da una forte pendenza verso i sottostanti comuni di Viagrande e San Giovanni la Punta, rende la posizione di Trecastagni particolarmente panoramica: la visuale spazia dalla estremità meridionale della Calabria fino al Golfo di Augusta, nel siracusano[3].
Storia[modifica | modifica wikitesto]
La data di fondazione di Trecastagni è incerta; i primi reperti databili sono degli inizi del XIV secolo. Anche l'etimologia del nome è incerta, e si riscontrano diverse ipotesi:
Tres castaneae, nome dell'antico sito in cui si trovavano tre grossi castagni;
Tres Casti Agni, ovvero "i tre casti agnelli", con riferimento ai santi martiri Alfio, Cirino e Filadelfo, compatroni del paese, che sostarono in loco durante il loro trasferimento da Vaste a Lentini, luogo del martirio;
Tria Castra, di difficile interpretazione, ma che presumibilmente fa riferimento a tre accampamenti di guerra.
I primi documenti storici (di Frà Michele da Piazza) narrano dell'invasione di Trecastagni da parte di Simone Chiaramonte, nel tentativo di scacciare il generale Artale I Alagona, il primo sostenitore degli Angioini, il secondo filo-Aragonese.
Fu sottoposto alla giurisdizione e al regime tributario del vescovo di Catania fino al 1640, quando venne venduto, insieme a Viagrande, Pedara ed il titolo di principe di Trecastagni a Domenico Di Giovanni, messinese.
Nel 1667, la chiesa madre di San Nicola di Bari divenne parrocchia, con il titolo di Arcipretura; a tale data la popolazione di Trecastagni e del territorio che gli era sottoposto, in qualità di Arcipretura, era di circa 5000 abitanti.
Dopo il devastante terremoto del 1693, la popolazione crollò drasticamente, e nel 1737 al censimento risultarono presenti circa 2000 abitanti.
Nel 1710, Anna Maria di Giovanni, ultima erede del casato, sposò Don Giuseppe Alliata, principe di Villafranca, e il titolo passò quindi al casato degli Alliata.
Nel 1818, con l'abolizione della feudalità, venne costituito comune e capoluogo di mandamento giudiziario ed elettorale, con riserva di un seggio nel Parlamento Generale di Sicilia.

 
 
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