Storia di Enna - TOURING SICILY

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Storia di Enna

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Storia di Enna

Enna è un comune italiano di 27.867 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Sicilia.
Nota per essere il capoluogo di provincia più alto d'Italia, per via dell'altitudine del centro abitato che si attesta a 931 m presso il Municipio, raggiunge i 992 m al Castello di Lombardia, l'antica acropoli.
Fino al 1926 nota con il nome di Castrogiovanni, la città è stata definita Urbs Inexpugnabilis, dai romani per la sua imprendibilità, Ombelico di Sicilia, grazie alla sua centralità geografica rispetto all'Isola, e Belvedere di Sicilia, per le superbe vedute panoramiche che da qui si hanno su buona parte dell'isola.
Dopo un passato che la vide per tre millenni roccaforte privilegiata per sicani, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi, Enna è oggi famosa per il suo castello, la Rocca di Cerere ed il Duomo. Vi ha sede l'Università Kore, l'Autodromo di Pergusa e un polo industriale presente nella Valle del Dittaino.

Geografia fisica

Enna sorge nella parte più elevata di un'ampia dorsale montuosa, che svetta sulla valle del Dittaino a 931 m d'altitudine. Tale dorsale, avente forma di V dolce o, secondo altre interpretazioni, di ferro di cavallo, si trova proprio nel centro geografico della Sicilia. I rilievi che circondano Enna fanno parte della catena dei monti Erei, montagne calcaree e arenacee poco sviluppate in altezza, che costituiscono la maggiore presenza orografica della provincia ennese. Il versante settentrionale del monte su cui Enna poggia è molto ripido con un maggiore dislivello rispetto agli altri ed è ammantato da un ampio bosco. Quello meridionale, invece, è notevolmente urbanizzato, legando fra loro la città alta e quella bassa, che si sviluppa ai piedi dell'altopiano. Il comune di Enna rientra tra i primi 30 comuni più estesi d'Italia: il suo territorio occupa infatti una superficie di 357,14 km². La porzione centro-occidentale della Provincia, costituita prevalentemente da rilevi aventi altitudine estremamente variabile, compresa tra la minima di 230 m s.l.m. e la massima di 990 m, corrisponde alla cima del monte su cui sorge la città e dove originariamente aveva sede l'acropoli antica. Circa 10 km a sud del centro storico si trova il lago Pergusa, a 677 m s.l.m., caratterizzato da un bacino endoreico, importante luogo di sosta e svernamento per decine di specie di aviofauna. Attorno le rive del lago si snoda l'omonimo circuito automobilistico. I fiumi che scorrono nel territorio di Enna hanno principalmente carattere torrentizio, tranne il Dittaino, affluente del Simeto, ed l'Imera meridionale o Salso. Enna è comunemente suddivisa in due "macro-aree": Enna Alta ed Enna Bassa, cui si aggiunge Pergusa, che pne è una frazione. Tutte e tre le aree sono nettamente separate dal punto di vista geografico.

Enna Alta

Scorcio del centro storico visto dalla Torre Pisana
Enna Alta sorge su un altipiano tra i 900 e i 990 m d'altitudine, che svetta isolato al centro degli Erei, dominando la valle del Dittaino a est e la valle del Salso a ovest. L'altipiano ennese ha forma di triangolo irregolare: i versanti settentrionale e occidentale sono i più ripidi e scoscesi, con strapiombi fino a 400 m sulle vallate sottostanti. A sud, invece, si apre il profondo solco vallivo del Pisciotto, storico asse di penetrazione al monte, e altre vallette che si dipartono da esso, lungo le quali si sono sviluppati nei secoli i quartieri popolari, come Valverde. Il centro storico si è da sempre sviluppato sulla parte più alta del monte, nel versante nordorientale, ancora oggi sono presenti pittoresche scalinate tra gli stretti vicoli di matrice araba che scendono, tortuose, dal centro ai rioni più bassi. L'altipiano ennese misura, approssimativamente, 2 km lungo il fronte nord, 1 km in quello ovest e 1,5 km in quello sud. Fu scelto 3.200 anni fa dai Sicani perché ben protetto come sito militare e roccaforte. La posizione strategica consentiva di avere una visuale molto ampia del territorio circostante. Di questa presenza rimane ancora oggi testimonianza nella la rocca di Cerere, un'emergenza rocciosa su cui sorgeva il santuario di Demetra.
Il monte ennese, benché isolato, offre 5 sorgenti d'acqua: una è stata inglobata nella Villa Farina, un'altra sgorga dalla viva roccia tra le scalette di via Canalicchio. Sgorga acqua dalla roccia anche nella parete meridionale del Castello di Lombardia. Quest'abbondanza di sorgenti aiutò Enna a resistere ai lunghi assedi che le furono tesi fin dal tempo dei Romani e poi degli Arabi, che proprio attraverso la rete fognaria penetrarono in città.  Enna alta, fino al primo dopoguerra, fu per lungo tempo l'unico insediamento urbano del capoluogo ereo. La sua saturazione urbana ha portato nel Novecento alla nascita di Enna Bassa.
Nel settore orientale si trova il quartiere Lombardia che prende nome dall'omonimo castello, il più imponente della Sicilia, non lontano dal Duomo di Enna, dai Musei Alessi, Archeologico di Palazzo Varisano, un po' più lontano dal museo "Fede e Tradizione" di recente costituzione nei locali della chiesa San Leonardo Abate, Il centro storico si snoda lungo Via Roma, con le sue ampie e belle piazze - tra cui notissimo è il Belvedere comprendente piazza Francesco Crispi e il viale Guglielmo Marconi fino alla confluenza con via Alessandro Volta, che offre vedute uniche - pullulanti di boutique e negozi alla moda, le numerose chiese e diversi monumenti, oltreché le principali istituzioni ed enti (provincia, comune, prefettura, teatro, banche e assicurazioni, genio civile). A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, vale a dire Valverde, il quartiere più vecchio, con le caratteristiche viuzze strette e tortuose, bagli e ponti, e Fundrisi altrettanto antico.

Il Monte

Il Monte è il quartiere più moderno, ed è attraversato dai Viali Armando Diaz e IV novembre, che si incrociano con Via Libertà (terminale della centrale Via Roma) in uno dei più trafficati quadrivi della città. Da segnalare: la Torre e la Villa di Federico II, la Chiesa Santa Maria di Gesù in Montesalvo con l'obelisco che indica il centro geografico della Sicilia, lo Stadio Comunale Generale Gaeta. In questa area, un tempo occupata da un bosco di roveri, dei quali rimane un unico esemplare in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, su una motta naturale sorge la ottagonale Torre di Federico II, un importante monumento svevo.
Enna deve la sua fama di Belvedere di Sicilia al fatto di sorgere in cima a un monte, in una terrazza naturale che sporge al centro dell'isola, senza catene montuose abbastanza vicine o alte da poter chiudere la vista. Nei giorni più limpidi, lo sguardo spazia ininterrotto, in linea d'aria, per circa 30 km verso nord (si scorge Nicosia, alle falde dei Nebrodi), per altrettanti verso est (fino ad Agira e alla zona industriale di Dittaino) e verso ovest (si intravede Caltanissetta), e per quasi 15 km verso sud (si vede Pergusa ed il suo lago, e Valguarnera Caropepe). Enna si costituisce quindi un osservatorio unico sulla Sicilia centrale, ciò spiega le ragioni per cui la città fu fondata proprio in cima a questa rocca. Oggi, quando non è presente nebbia, questo vastissimo panorama fa di Enna uno dei luoghi paesaggisticamente più belli della Sicilia, dove il panorama muta con le stagioni ed è possibile ammirare tramonti suggestivi.
Nel dettaglio, si può suddividere il panorama osservabile da Enna in tre parti, tanti quanto sono i costoni dell'altipiano: nord, ovest e sud. A nord si apre il panorama più ampio: procedendo, con il sole, da est verso ovest, si notano l'Etna (distante in linea d'aria 70 km, che da 3340 m domina gran parte della Sicilia orientale), nei giorni più limpidi i paesi pedetnei del versante sudoccidentale, e poi Centuripe (43 km), Regalbuto (35 km), Agira (25 km) con la sottostante area industriale di Dittaino, Assoro (15 km), Leonforte (12 km), con il lago Nicoletti, Calascibetta (3 km), e, in fondo all'orizzonte, Nicosia e Sperlinga (25 km), ai piedi dei Nebrodi; per finire, a occidente si intravedono il lago Morello, il villaggio di Villapriolo, e i due paesini di Alimena e Resuttano (25 km), e, a dominarli all'orizzonte, le Madonie (45 km), secondo sistema montuoso siciliano dopo l'Etna, sfiorando i 2000 m.
Dal costone occidentale lo sguardo spazia sul vasto Altopiano solfifero, soffermandosi su Villarosa (10 km), il Salso, fiume più lungo della Sicilia (144 km) e secondo fiume insulare di tutto il Mediterraneo e, al limitare dell'orizzonte, Caltanissetta (24 km), distinguibile per via del suo trasmettitore, che con 286 m è la struttura più alta d'Italia ed ha detenuto fino al 1965 il primato europeo.
Dal versante meridionale, infine, si distinguono facilmente Enna Bassa, adagiata alle falde dell'altipiano ennese, il lago di Pergusa (5 km), cantato da Ovidio, Livio, Cicerone, Claudiano e John Milton, e infine Valguarnera Caropepe (15 km) e il parco minerario di Floristella-Grottacalda.
I punti panoramici sono: il Belvedere Marconi, che si apre a nord includendo per intero il paesaggio dall'Etna alle Madonie il viale Paolo e Caterina Savoca, che ne è la continuazione fino al Castello di Lombardia il viale Nino Savarese, che cinge il castello e permette pertanto di passare dal panorama a nord a quello a sud la Torre delle Aquile del Castello, il punto panoramico più completo, che svetta da oltre 1000 m d'altezza a 360º sul panorama a nord, est, sud, e ad ovest domina tutta Enna (si vede chiaramente anche la Torre di Federico) e, dietro di essa, lascia intravedere Caltanissetta la Rocca di Cerere, ultimo sperone orientale dell'akropolis di Henna, da cui il panorama si apre a nord, est e sud in maniera suggestiva, mentre a ovest si ha una pittoresca veduta del Castello di Lombardia che sorge dalla vegetazione Porta Palermo o Porta Reale, arco che si apre in via Roma nei pressi del Duomo inquadrando pittorescamente il paesino di Calascibetta il Corso Sicilia, che dà verso nord su Calascibetta la Torre di Federico II, dalla cui cima si domina tutta Enna e le vallate sottostanti, nell'antica residenza estiva dell'imperatore Federico.
Altri punti panoramici, meno noti, sono: via Della Cittadella, che scende dal castello lungo il costone sud, con l'arco di via Anfiteatro che immette su di essa (vi si accede da alcune scalette); via Della Rinascita e via Cerere Arsa, continuazioni di via Della Cittadella, che danno però sul costone occidentale di Enna, con la Torre di Federico, e sul centro storico; i vicoli panoramici del quartiere Fundrisi: via Panorama, vicolo Bellavista, piazza San Bartolomeo, via Dei Greci (oggi via Mario Giliberto aviatore ennese) (che si aprono sul costone orientale di Enna, con l'Etna sullo sfondo), e la Porta di Janniscuru, che domina il vallone del Pisciotto, profondo solco vallivo che è stato da sempre l'unica via d'accesso facile all'arroccata Urbs Inexpugnabilis; la parte alta di Piazza Europa, che domina il Monte con i viali Diaz e IV novembre, e si apre inoltre sull'Altopiano Solfifero ad occidente, e a sud sul lago di Pergusa il Cimitero, arroccato sull'estremità nordoccidentale della montagna,che offre scorci panoramici sugli strapiombi sottostanti una terrazzetta panoramica nascosta tra le curve a gomito e i vicoletti ciechi di via Fratelli Vigna, che si apre sul versante nord, offrendo oltre al tradizionale paesaggio comune anche al Belvedere, una vista straordinaria sulle verdissime pendici settentrionali di Enna.

Enna Bassa

Enna Bassa è anche detta Sant'Anna perché attorno al nucleo originario vertente sulla chiesetta di Sant'Anna, si sono recentemente sviluppati quartieri residenziali, ampi viali, aree commerciali all'ingrosso, uffici e attività varie, anche grazie alla notevole spinta propulsiva rappresentata dall'Università Kore di Enna, che qui ha sede. Sorge sulle colline a valle di Enna sul versante sud, ad un'altitudine variabile sui 700 m. Enna Bassa è uno degli snodi viari più rilevanti della Sicilia interna, giacché vi si incrociano tre strade statali e una provinciale, e detiene inoltre un ruolo d'eccellenza nei servizi universitari e nel settore edile, grazie al boom demografico che la interessa dagli anni novanta.
Il clima di Enna è particolare: se, infatti, l'altitudine superiore ai 900 m sul livello del mare e la posizione nell'entroterra imporrebbe un clima continentale, il fatto di trovarsi in Sicilia cioè ad una latitudine subtropicale comporta un clima particolare e rarissimo nell'intero contesto europeo. Se da una parte infatti negli altri continenti che si estendono fino ad abbracciare i tropici e l'equatore non è infrequente trovare città di grandi dimensioni ad altitudini anche superiori ai 1000 m, in Europa sono pochissimi i grossi centri d'altitudine: in Italia, che pure fa parte dell'Europa meridionale, nessun centro abitato sopra i 900 m arriva alla soglia dei 20.000 ab. Solo in Sicilia è possibile dunque fondare una città a quasi 1000 m di altitudine il cui clima è comunque più dolce rispetto alle città di pianura dell'Italia settentrionale. In gran parte d'Europa un centro così elevato avrebbe sofferto un clima assai rigido: nello stesso Alto Adige, che pure, trovandosi sul 46º N, rientra nell'Europa centro-meridionale, un paesino di altitudine analoga ad Enna, Vipiteno (948 m), fa registrare una temperatura media annua di 8,1 °C contro i 13,6 °C di Enna, e temperature minime medie sottozero 5 mesi l'anno. Basterà paragonare i -7 °C di minima media e i 3,5 °C di massima in gennaio, con i corrispondenti 3 °C e 6 °C che si registrano a Enna, per capire come, nonostante il clima cittadino risulti rigido e anomalo per gran parte dei Siciliani, in realtà solo in Sicilia tale città poteva sorgere, godendo di un clima temperato e non freddo.
L'inverno è piuttosto fresco: le minime di gennaio e febbraio si attestano sui 3 °C circa, le massime di 6-7 °C. Bisogna aspettare aprile per vedere salire le medie delle massime sopra i 10 °C e perché anche le minime superino questa soglia bisogna attendere maggio. 7 mesi hanno temperature medie superiori ai 10 °C (mentre in genere nelle città costiere della Sicilia in tutti i mesi la temperatura media è superiore a 10 °C: a gennaio a Palermo è di 11,5 °C, a Catania di 11,3 °C, a Gela di 11,6 °C. Ma questo clima più fresco ha reso Enna rifugio ambito dalle torride estati siciliane, fin dai tempi dell'imperatore Federico II di Svevia, che costruì l'omonima torre a Enna come residenza estiva.
Anzitutto, bisogna differenziare Enna alta (posta fino a 992 m s.l.m.) da Enna Bassa e Pergusa (700 m s.l.m.): sovente la temperatura a Enna alta è inferiore di 2-3 °C. L'inverno è piuttosto rigido, con temperature comunque quasi sempre sopra lo zero anche se di poco, ed è caratterizzato da precipitazioni piuttosto scarse, soprattutto piovose (ormai nevica sempre meno, di norma 2 volte l'anno).

Piazza Vittorio Emanuele

Scorcio di Piazza Vittorio Emanuele avvolta nella nebbia.
La nebbia caratterizza l'autunno soprattutto ad Enna alta, mentre a Enna bassa essa è più rara e meno intensa. La primavera è abbastanza fresca, con temperature superiori ai 10-15 °C, mentre in estate la continentalità climatica si manifesta con le alte temperature (sopra i 25-30 °C), ma che raramente degenerano in afa e, normalmente, sono perfette per il flusso turistico e per la villeggiatura che vede, in provincia, la "capitale" in Pergusa: grazie al Lago Pergusa, l'unico propriamente naturale della Sicilia, il clima è più fresco e temperato, e la maggior parte degli ennesi ha una villa o una seconda casa nei pressi del lago, attorno al quale si sviluppano il già citato autodromo oltre a numerosi hotel, bed and breakfast, agriturismo e ristoranti. Il comune di Enna è inserito nella fascia climatica E, un'anomalia per la Sicilia (che vanta i 2 soli comuni d'Italia in fascia A, e poi tutti i comuni costieri in fascia B): vale a dire che è consentito l'utilizzo di impianti di riscaldamento per un massimo di 14 ore dal 15 ottobre al 15 aprile. Il clima di Enna è dunque insolito nel contesto siciliano: la temperatura media annua, 13,6 °C, è di 5 °C inferiore a quella della Sicilia costiera (oltre 18 °C), e 1 °C inferiore a Roma, sebbene di poco superiore ai valori che si registrano al Nord Italia in pianura: bisogna sempre tener conto del fatto che Enna si sviluppa a quasi 1000 m di quota, e la Sicilia è uno dei pochissimi paesi d'Europa dove un centro così popoloso, non un semplice borgo di montagna, può svilupparsi a simili altitudini (mentre negli altri continenti, a latitudini subtropicali, si hanno vere e proprie metropoli d'alta quota: La Paz, Città del Messico, Katmandu, etc.; in Italia, Enna è l'unico comune sopra i 900 m d'altitudine a superare la soglia dei 20.000 ab., nonché il capoluogo di provincia più alto d'Europa).

Storia

Palazzo Varisano (ora distrutto) durante una manifestazione del ventennio fascista Via Roma tra Piazza VI dicembre e Piazza Umberto I (lo stesso luogo) nel settembre 2011 Enna ha origini incerte antecedenti all'influsso greco risalenti al XIV secolo a.C.: un villaggio, una necropoli e un tempio risalenti al Neolitico sono stati rinvenuti sui colli attorno al Lago di Pergusa, ed in particolare sul colle detto di Cozzo Matrice. Diversi altri insediamenti nascono durante l'età del rame e poi del bronzo sulle colline che circondano l'altura ennese. Tra essi, in parte già indagati, i centri anonimi di Capodarso, Juculia, Contrada Rossi. Un insediamento di una popolazione indigena, da alcuni identificata con i Sicani, sarebbe agli albori della presenza umana sul monte che, però, a causa della continua utilizzazione urbana, non ha sinora consentito grandi ricerche nell'ambito pre e protostorico. Nel XI secolo a.C. genti che possono essere identificate con il popolo siculo, si stabilirono sull'altura. Questa presenza viene tra l'altro, confermata dalla permanenza di un dialetto arcaico fortemente caratterizzato da aspetti tipici del siculo come la presenza di una K senza alcun segno di palatalizzazione e della U mai iotacizzata. Da recenti ritrovamenti, il primo insediamento può porsi durante l'età del rame lungo la vallata del Torcicoda, il torrente che scaturisce dai pendii meridionali della città, e che da sempre rappresenta la principale via di penetrazione verso l'altipiano.
Durante la dominazione greca la polis certamente aveva già il toponimo Henna che parrebbe di origine preindoeuropea e che, nonostante diverse ipotesi, appare del tutto incomprensibile dal punto di vista etimologico. Era rinomata in tutta la Sicilia per il tempio e il culto di Demetra, la Cerere dei romani. Nel 396 a.C. passò in mano ai Siracusani, nel 212 a.C. ai Romani. Durante la prima guerra servile 139 - 132 a.C. fu governata dallo schiavo siriano Euno che partendo da questa acropoli conquistò l'intera Sicilia orientale.
Dopo la dominazione romana, Henna diventò un fiorente centro bizantino dell'isola e successivamente arabo. Da questi ultimi fu ribattezzata Qaṣr Yānī - il Castello di Enna poi, riconquistata la città dai Normanni, il nome arabo della città viene foneticamente latinizzato in 'Castrogiovanni'. Nella sollevazione antiangioina del Vespro siciliano, la città ebbe un grande ruolo e riuscì per qualche tempo a divenire libero comune con istituzioni repubblicane. Diventata l'isola aragonese, fu proprio uno degli aragonesi, Federico III, a fare di Enna, grazie alla sua posizione di città inespugnabile, un centro fiorente, sovente sede della corte, rinnovandone l'architettura con numerosi monumenti in stile gotico catalano, che ancor oggi caratterizzano il centro storico. Sotto spagnoli e Borboni la città, che faceva parte del demanio della corona, ancora fiorente nel corso del XVI e XVII secolo, iniziò un lento declino anche per le frequenti carestie. Persa l'occasione di diventare sede di diocesi - fu preferita per la sua posizione geografica e altimetrica Piazza Armerina - con l'unità d'Italia la città riuscì ad inserirsi nel nascente mercato nazionale grazie alla ferrovia che attraversava il suo territorio e che garantiva accessibilità e sbocchi portuali alla produzione della sue miniere di zolfo.
Benito Mussolini la costituì capoluogo di provincia, preferendola a Caltagirone e a Piazza Armerina, città legate agli Sturzo e al partito popolare, esaltandone antichi fasti legati al suo mitico passato classico - il mito di Proserpina innanzitutto - e ripristinando l'antico nome di Enna nel 1926. Nel 2004 è diventata sede del quarto polo universitario siciliano.

Etimologia

Il nome Enna è stato introdotto nel 1927 con il processo di denominazione fascista, che riprendeva dove era possibile i nomi di età classica. Fino a quella data infatti il comune di Enna era chiamato Castrugiuvanni e italianizzato in Castrogiovanni. L'origine etimologica del nome proverrebbe da un termine della lingua sicana, Ennaan, ellenizzato in Ἔννα (Henna) per i Greci. Presso i Romani rimase la stessa etimologia, Henna (meno frequentemente Hennae), mentre durante la dominazione islamica prese a chiamarsi Qasr Yanna. Quest'ultimo starebbe a significare letteralmente Roccaforte di Henna[4]. La corruzione della etimologia in lingua araba si deve ai Normanni i quali trasportarono in lingua latina il nome, dando origine a Castrum Ioannes donde Castrogiovanni, in uso per la città dall'XI secolo fino appunto al 1927.

Monumenti e luoghi d'interesse

Grazie alla sua lunga storia, Enna può vantare un patrimonio monumentale tra i più ampi e vari della regione, e alcuni tesori artistico-architettonici di un certo pregio. La maggior parte dei luoghi d'interesse sorge lungo l'asse viario della via Roma, che percorre tutto il centro storico della città. Parte da piazza Neglia, dove sorge la chiesa di san Tommaso, e, passando per le cinque piazze più grandi di Enna Alta, finisce al castello di Lombardia, il monumento più importante.

Castello di Lombardia

Castello di Lombardia, particolare della Torre Pisana.
Architetture militari Castello di Lombardia. Il castello di Lombardia sorge sul terreno in cui, nel V secolo a.C., venne edificato un santuario dedicato a Cerere. Sostituito da un castrum sotto i bizantini, sotto i normanni si trasformò in castello. Il nome deriva dai fanti lombardi che lo occuparono al seguito della regina Adelaide del Monferrato, moglie di Ruggero I di Sicilia.
Delle 20 torri iniziali, la Torre Pisana è la meglio conservata. In passato sono stati rinvenuti degli oggetti e dei resti molto interessanti; dal 2000 al 2002 si è ripreso a scavare per scoprire ulteriori reperti archeologici, ma ancora non è disponibile un museo che esponga tutti i ritrovamenti.
Vi si gode un panorama vastissimo, dalle Madonie all'Etna passando per il lago di Pergusa e due bacini artificiali (Nicoletti e Morello), abbracciando tutta la Sicilia centro-orientale. Oggi è la meta turistica principale della città. In estate vi si svolgevano (da molti anni non più) concerti e spettacoli teatrali, presso il recinto di San Nicola o degli Armati che può ospitare fino a 5000 persone.
Non lontano dal castello sorge la Rocca di Cerere che, per la sua posizione in direzione del sole nascente sin dal primo insediamento del XIV secolo a.C., fu un luogo di culto che divenne anche parte integrante del vicino santuario: si intravede ancora l'ara sacrificale utilizzata per oltre mille anni, dai Sicani ai Greci fino ai Romani, per il culto della dea delle messi, Demetra o Cerere. È lo sperone est di Enna, e da qui si gode di un panorama mozzafiato.


Castello Di Lombardia


Torre di Federico II

Questa torre ottagonale venne fatta costruire dall'imperatore Federico II sui probabili resti del teatro greco. La sua forma ottagonale che ricalca il modello orientale del sacro Tempio di Gerusalemme fa pensare che venisse utilizzata per la rosa dei venti. In ogni caso era una torre di difesa per controllare quel versante della città di Enna ch'era esposto ad eventuali assalti dei nemici. Questa torre sorge in cima a una collinetta alberata. Dalla sua sommità lo sguardo spazia su tutta la città alta, con il profilo delle sue torri e le casette degli antichi quartieri popolari, e sul vasto panorama delle valli sottostanti, fino all'Etna.


Porta di Janniscuru

La porta di Janniscuru è l'unica rimasta delle 6 antiche porte di accesso alla città edificata nel periodo arabo-normanno, porte poste lungo le mura di cinta (che in più epoche furono erette) attorno all'urbs inexpugnabilis e di cui oggi rimane lieve traccia sulle pendici del monte. Le altre porte caddero in rovina o furono abbattute quando Enna fu eretta capoluogo di provincia per ampliare le strade di accesso alla città.
La Porta di Janniscuru si trova nel quartiere di Fundrisi, lontano dal circuito turistico ordinario del capoluogo, ma una recente riqualificazione dell'area ha migliorato notevolmente l'accessibilità della porta, che, restaurata, si presenta massiccia e ha un arco a tutto sesto largo 2–3 m; la Porta di Janniscuru è collocata in uno dei punti paesaggisticamente più esaltanti di Enna, ed è circondata dalle grotte con necropoli che si arroccano sul monte.

Architetture religiose

La città di Enna è ricca di chiese e conventi, ereditati dal suo lungo passato di dominazione spagnola e borbonica, che impressero tracce indelebili nell'architettura urbana, con l'innalzamento di alcuni dei suoi monumenti più significativi da un punto di vista religioso. Nel Settecento, l'allora Castrogiovanni possedeva ben 133 chiese, all'incirca una per ogni centinaio di abitanti, dii cui 400 erano preti. Oggi ne sopravvivono più di 35, approssimativamente una ogni oltre mille residenti.

Duomo

Particolare del presbitero destro del Duomo, in stile barocco
Il Duomo di Enna è un notevole esempio di architettura ecclesiastica medievale presenti in Sicilia: costruito nel Trecento e profondamente rinnovato circa due secoli dopo, presenta imponenti colonnati corinzi, tre navate e tre absidi, pregiate tele e lampadari, e una maestosa facciata con torre campanaria, che svetta su tutta la città, la cui campana è di mole impressionante in proporzione alla grandezza della città.
Esso rappresenta probabilmente la massima espressione artistica della provincia, grazie alla grandezza, alla vastità e alla pregevolezza delle opere custodite, tra cui affreschi del Borremans, e all'affascinante fondersi di stili diversi, come il portale laterale barocco. Il Duomo è, infine, il culmine delle spettacolari celebrazioni della suggestiva Settimana Santa di Enna.


Enna Dom Altar


Santuario di Papardura

Il santuario di Papardura Superiore è una chiesa arroccata su un'area rocciosa ricca di grotte, alcune visitabili. Presenta un prospetto austero, con rosone, ma all'interno la sua ricchezza decorativa è da considerarsi una delle migliori espressioni del barocco nella Sicilia centrale. Nella piccola chiesetta, infatti, sono concentrati un soffitto ligneo intarsiato, le dodici statue degli Apostoli, numerose tele e affreschi del Borremans, pittore fiammingo, e meravigliosi stucchi della scuola di Giacomo Serpotta del Seicento.

Chiesa dello Spirito Santo

La chiesa dello Spirito Santo è parte di un antico complesso bizantino, dapprima restaurato nel 1320 ad opera dei frati Minori Conventuali dell'Ordine di San Francesco che vi risiedettero fino al 1393,quando si videro affidati i locali dei palazzi confiscati ai signori Andrea Chiaramonte e Scaloro degli Uberti,poi diventati chiesa e convento di San Francesco d'Assisi.
Essa è stata da sempre annessa alla parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, dove era stata trasferita la venerazione dello Spirito Santo e di Maria Santissima, nonostante agli inizi del Novecento fosse ancora in mani private. Solo negli ultimi tempi, grazie all'intervento del Comune di Enna e della Venerabile Confraternita dello Spirito Santo - della quale è attualmente sede - è stata riaperta al culto nel 2009.
Su una roccia vicino alla chiesa si trova un campanile a vela, mentre nella parte posteriore era posta anticamente una torre di avvistamento, data la posizione strategica per la difesa della città, sovrastante la vicina Porta di Janniscuru. Tale struttura fu parzialmente adattata dai frati minori per le esigenze del convento, costituendo probabilmente anche un refettorio, mentre le celle-dormitori vennero approntate e scavate nelle grotte accanto alla chiesa.
Entrando, a sinistra vi si trova la cappella dello Spirito Santo,ospitante l'effigie della Trinità portata in processione in diverse occasioni dalla confraternita. La cappella di destra accoglie una statua di Maria Addolorata mentre nella cappella del corridoio laterale destro è stata posta nel 2011 una statua raffigurante il "Cristo alla colonna". L'interno presenta una conformazione simile a quella della Santa Casa di Loreto, con una finestrella che volge lo sguardo verso l'altare maggiore, dove è collocata la Vergine Nera di Loreto.
Vi si festeggiano il Triduo e la Solennità della Pentecoste e quella di Maria SS. Assunta il 15 Agosto.


Chiesa di San Leonardo Abate

La chiesa di S.Leonardo abate, conosciuta come "A Chisa A Passioni" risale al 1400 come si rileva dagli atti. L'interno ad unica navata è molto semplice ed è costituito da un altare maggiore e da quattro nicchie laterali; in esse si trovano i simulacri di Santi Cosma e Damiano, la Madonna del Giglio, San Leonardo Abate e la vergine di Fatima. Nella più importante è contenuto il simulacro dell'Ecce homo, Fulcro essenziale per La Settimana Santa, è meta di numerosi pellegrinaggi, soprattutto durante la suddetta settimana. Da notare il campanile medievale che sovrasta la struttura. Si celebrano L'Ecce Homo(Domenica delle palme) e la festa della Madonna di Fatima(13 maggio).

Evoluzione architettonica e urbana


Il Palazzo Chiaramonte su Piazza Vittorio Emanuele.

La città di Enna, avendo origini remotissime, ha avuto una interessante evoluzione architettonica. Poco o nulla si sa della struttura urbana originaria datale dai Sicani, che si arroccarono sulla montagna fuggendo dai Siculi che incalzavano da sud; il primo nucleo del Castello di Lombardia fu probabilmente eretto in questa epoca.
Sempre in questo periodo, sulla Rocca di Cerere venne eretto il prestigioso Tempio dedicato alla dea delle messi, pregevole edificio marmoreo di cui parlò Cicerone, che custodiva 4 preziose statue trafugate dal pretore Verre nel 77 d.C. e una scalinata ancora attraversabile che conduce ai resti dell'ara sacrificale. Il grande sviluppo che Henna conobbe coi Greci è corrisposto a uno sviluppo urbano-architettonico di cui rimane scarsa traccia, giacché i Romani, per prendere Henna (che definirono Urbs Inexpugnabilis) operarono stragi, incendi e devastazioni. Ancora visibili sono le antichissime mura di cinta su alcuni costoni del monte.
Poche tracce rimangono dell'Alto Medioevo, mentre dopo il Mille, nel pieno della propizia dominazione araba, si costruì una splendida moschea su quella che è oggi la Chiesa di San Michele, innanzi al Duomo, e si verificò un boom edilizio. Presso i Normanni e poi oltre, Castrogiovanni si configurò come una deliziosa cittadina medievale, con Duomo gotico, numerose e belle torri di difesa, casupole in pietra, viuzze strette e tortuose, un gigantesco Castello, la Torre di Federico, e alcune chiese; l'epoca rinascimentale e barocca, tra il XVI e il XVIII secolo, mutarono profondamente il volto della città: numerose, magnifiche chiese barocche vennero innalzate, e le antiche torri di difesa vennero trasformate in campanili, come ancor oggi si può vedere. Il Castello cadde in rovina mentre una fiorente e magnifica architettura religiosa impreziosiva d'arte la città.

Arte barocca ad Enna

Arte barocca ad Enna, scorcio del soffitto ligneo del Duomo.
Vennero costruiti palazzi baronali e monastici, splendidi edifici barocchi, e la città si espanse considerevolmente in tutto il versante centrale e orientale dell'altipiano, mentre in quello occidentale, più aspro e climaticamente rigido, vennero confinati i contadini deportati dal feudo di Fundrisi. Intanto, nascevano, nel Settecento, le 7 porte romane per l'accesso alla città. Con l'Ottocento, moltissime torri, chiese, monumenti, porte e lo stesso Castello caddero in rovina e alcuni scomparvero, mentre i più poveri asportavano le loro pietre per costruire case ovunque ci fosse posto: tutto l'altipiano fu presto edificato con antiche casette caratteristiche. Tra gli edifici più pregevoli innalzati in quel periodo, figura il Palazzo dei Benedettini, monastero barocco che contiene elementi gotici. Il monastero, caduto in disuso negli ultimi anni, è stato oggetto di un finanziamento iniziale di 2,7 milioni di euro per consentirne il restauro, in modo da potere ospitare, in futuro, la sede del Rettorato dell'Università di Enna.
Dopo il 1927, con l'inattesa erezione a capoluogo di provincia e tutte le conseguenze del caso (crescente importanza economico-sociale, trasferimento di numerosi uffici, dipartimenti provinciali, aziende cui fa capo un vasto territorio, la visita di Re Vittorio Emanuele II e quelle del Duce Benito Mussolini), interi quartieri coi loro pregevoli edifici, chiese e beni, le viuzze medievali e le antiche porte vennero rasi al suolo per far posto a moderni palazzi, a strade rette e ampie, a piazze e così via. Enna perse così la sua essenza medievale, che conserva ancora solo in alcuni rioni estremamente suggestivi. L'area del Monte (versante ovest) venne in gran parte travolta da moderne costruzioni e condomini, nasceva il nucleo originale di Enna Bassa e Pergusa; frequentemente vecchi edifici furono abbattuti per tutto lo scorso secolo.
Oggi, Enna si configura come una città che ha ancora notevolissime tracce del passato, che permangono nel centro storico, che segue il corso di Via Roma, già Strada Maggiore e poi Ferdinandea, nel quartiere di Fundrisi, di Valverde e Spirito Santo (quasi del tutto intatti, pittoreschi e suggestivi) anche se, nell'insieme, i quartieri propriamente "antichi" occupano circa due terzi della città alta.


Palazzo Chiaramonte di Enna


Aree naturali


Il canneto di Pergusa

Il canneto di Pergusa in primo piano con uno scorcio del lago sullo sfondo.
Diversi sondaggi nazionali identificano in Enna la città più vivibile della Sicilia, il più recente dei quali è quello condotto da Legambiente per il 2006 (Ecosistema Urbano), che conferma, pur ponendo la città in fondo la classifica nazionale, le dà il primato regionale negli indici di pressione ambientale e il grande divario con gli altri otto capoluoghi, assai più in fondo alla classifica. Ad Enna alta sono presenti tre ville verdi, la Villa di Torre di Federico ospitante la torre ottagona di periodo svevo, la Villa Pisciotto che prende nome dalla porta antica che ivi costituiva l'accesso alla città, e un ampio atrio verde all'interno del Castello di Lombardia. Enna Bassa, invece, ha un impianto urbano molto più arioso, e i complessi condominiali sono separati da strisce verdi, che dominano il paesaggio.
Enna dista 5 km dalla Riserva naturale speciale Lago di Pergusa, uno dei punti focali della natura siciliana, ospitante la Selva Pergusina (area forestale) e l'unico lago naturale della Sicilia interna, dal quale transita la maggior parte dell'avifauna migratoria isolana. È in progetto la realizzazione di un Parco urbano (che sarà progettato in collaborazione con gli studenti dell'UKE), al cui interno si collocherà il nuovo Palazzetto dello sport della Provincia: quello attuale si sta dimostrando inadeguato alle crescenti attività che interessano il capoluogo, dunque ne sarà realizzato uno nuovo, molto più grande, moderno e all'avanguardia.
Nell'ambito di Euroflora, la manifestazione a carattere internazionale dedicata al verde che ha una cadenza quinquennale, inaugurata a Genova, la Provincia Regionale di Enna, in concorso con un progetto di riqualificazione ambientale, ha ottenuto il premio Città per il verde 2006, giunto alla sua settima edizione. Il progetto, messo a punto dall'assessorato provinciale Territorio ed Ambiente, diretto dall'ingegnere Giuseppe Colajanni, collaborato dal responsabile del servizio, Giuseppe Vitale, interessa una serie di iniziative di riqualificazione e fruizione ambientale, in uno scenario naturalistico di grande suggestione.


Lago di Pergusa













 
 
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