Sciacca - TOURING SICILY

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Sciacca

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Sciacca

Sciacca è un comune italiano di 40 569 abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia. Città marinara, turistica e termale, ricca di monumenti e chiese, Sciacca (il comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo) è nota fra l'altro per il suo storico carnevale e per la sua ceramica.


La cittadina di Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci dei fiumi Platani e Belìce, a circa 65 metri s.l.m. La città si affaccia al mare unicamente dal lato meridionale tramite un lungo sperone (detto Coda di Volpe ) della rupe bianca di Cammordino. Ad est s'innalza il monte Kronio alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali; a nord la cittadina è protetta pure qui dalla collina calcarea di San Calogero (o Monte Kronio), noto per la sua enorme basilica sul punto più alto della collina, per le sue stufe dalle proprietà terapeutiche e per le sue grotte; ad ovest il paesaggio si interrompe nel Capo San Marco, capo rinominato per la sua bellissima spiaggia e che dà le spalle alle coste africane. Attraversano il terreno saccense i fiumi Verdura e Foce di Mezzo (che sfocia in contrada Foggia). È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di Pantelleria e Tunisi, a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento.

L'isola Ferdinandea

A circa 26 miglia marine dalla costa di Sciacca, a pochi metri dalla superficie del mare sul cosiddetto banco di Graham sorge un vulcano attivo che nel 1831 eruttò formando una piccola isola che venne chiamata Isola Ferdinandea. Il primo ad approdare sull'isola dopo alcuni primi tentativi falliti fu l'ammiraglio britannico James Graham che riuscì a piantarci sopra la bandiera britannica. Dopo qualche giorno una delegazione di cartografi francesi riuscì ad approdare e tracciare alcune piantine dell'isola. Questa delegazione battezzò l'isola con il nome di Julia. Dopo alcune settimane un'altra delegazione di geologi e cartografi borbonici riuscì a mettere piede sull'isola e tracciare altre piantine e battezzarono l'isola con il nome di Ferdinandea in onore al re delle Due Sicilie Ferdinando II. Le tre nazioni stavano ancora litigando per il possesso dell'isola, peraltro situata in mezzo al canale di Sicilia e quindi in una posizione estremamente strategica, che essa lasciò tutti di stucco inabissandosi tra flutti e vapori cinque mesi dopo.

Toponomastica

Riguardo all'origine del nome Sciacca, si pensa che esso derivi dalla dominazione araba. L'opinione pubblica però è tutt'oggi molto frastagliata e assume svariate sfumature. Molti studiosi (fra cui Giuseppe Licata nel 1881 e Giuseppe Ciaccio nel 1900) si sono cimentati nello studio dell'origine del nome Sciacca. Qui di seguito le teorie ritenute più plausibili: l'arabista saccense mons. Giuseppe Sacco (1925) afferma che il vocabolo Sciacca deriverebbe dal verbo sordo arabo <sh-q-q> - che significa "separare", "dividere", "fendere" - da cui il sostantivo al-shaqq, "divisione").
Lo stesso autore ci riferisce che Sciacca è stata così chiamata perché, sin dall'inizio del dominio musulmano, segnò il confine che separava due province o distretti o contrade. Il fatto che Sciacca si trovasse quasi a metà strada fra l'araba Marsala e la berbera Girgenti giustificherebbe, secondo lo studioso, tale designazione da parte dei conquistatori nordafricani; secondo lo storico Savasta (1843) il nome di Sciacca si scriveva con la lettera X, cioè Xacca, derivato a suo dire da Xech, dal nome arabo Xech, che sta per "Signore" o "persona illustre"[3]; Xechi - in realtà Shaykh - erano, inoltre, chiamati dagli Arabi i governatori delle piazze, come attesta Tommaso Fazello (1498-1570) ; Secondo altri[senza fonte], Xacca deriva da Xach che vorrebbe dire Mercurio (forse per un famoso tempio dedicato a questa divinità), oppure Pomona (dea dell'abbondanza). Poi in latino si scrisse Sacca ;
diversi studiosi negli ultimi anni ritengono che il suo nome derivi da una improbabile parola araba che significa "bagno" (come anche affermato dagli studiosi Giovanni Alessi e Michele Amari) , riferendosi alle terme della città; infine altri pensano che esso risalga al culto per l'antica divinità siriana "Shay' al-Qawm"[4].

Urbanistica

Sciacca conserva molte opere d'interesse artistico.
La sua attuale e particolare struttura urbana deriva dall'operato degli Arabi, che ricorrevano a quartieri recintati da mura, e dei Normanni, che ampliarono le mura al fine di facilitare la convivenza fra Normanni, Arabi, Greci e Franchi. Dunque le sue mura - risalenti a varie fasi costruttive e che rappresentano un complesso unitario - sono molto spesse e quelle più recenti del 1550 si sovrapposero a quelle più antiche del 1330-1335 circa. Si chiamano ancora col nome del viceré Giovanni De Vega, che ne diresse i lavori e le fortificò con appositi bastioni armati , che furono chiamati Porta, Bagni, Alfiere, S. Agata, S. Margherita e dei Vega.[5] In un secondo momento, sempre per iniziativa di De Vega , furono fortificate le mura della zona Nord di Sciacca con appositi bastioni che vanno dall'attuale porta S. Calogero a porta Palermo: dal bastione San Calogero, fino ad arrivare al bastione di Vega, Gusman e più a sud il bastione Verrana.[6]Verso i secoli XV-XVI le mura però vennero soppiantate dai sontuosi palazzi dell'aristocrazia terriera: ne è un esempio la presunta fortezza di re Carlo V e il palazzo dello Steripinto, costruito sul tardo Quattrocento e ornato con bifore e con una merlatura a coda di rondine.


Architetture religiose

Chiesa di Maria SS. del Soccorso

La Chiesa di Maria SS. del Soccorso o Duomo (chiamata anche Chiesa madre o Matrice) si trova in Piazza Don Minzoni e risale al XII secolo. Fondata nel 1108 da Giulietta (Giuditta) la Normanna, figlia del conte Ruggero al centro dell'antico quartiere Ruccera, il suo rifacimento è stato eseguito nel 1656 su progetto di Michele Blasco dedicando la chiesa a Santa Maria del Soccorso (prima di allora la basilica era dedicata a Santa Maria Maddalena). La chiesa ha tre ampie navate con monumentali archi in stile normanno e colonne ioniche. La facciata non è stata completata e mostra delle colonne e dei portali ad arco curve. Completano la decorazione della facciata tre sculture di Giandomenico e Antonino Gagini.[7] La volta della navata centrale ospita un affresco sulla vita di Santa Maria Maddalena, opera di Tommaso Rossi, figlio di Mariano Rossi. All'interno sono conservati i sarcofagi di Bartolomeo Tagliavia e di Gerardo Noceto. Si conservano numerose opere del 1400-1500 fra le quali: nell'abside un tabernacolo marmoreo dei fratelli Giandomenico e Antonino Gagini raffigurante San Pietro Apostolo e San Paolo Apostolo e le storie della Passione di Gesù[8]; nella quarta cappella una statua, raffigurante la Madonna della Catena attribuita a Francesco Laurana mentre nella nicchia dell'altare superiore è collocata la statua della Madonna del Soccorso di Giuliano Mancino e Bartolomeo Berrettaro.[9] Nel luglio del 1991 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[10]

Cappella di San Giorgio dei Genovesi a Sciacca

L'antica Cappella di San Giorgio dei Genovesi è stata costruita nel 1520 dai numerosi mercanti genovesi, residenti a Sciacca per curare i loro affari. Non è più officiata, si trova vicino al porto ed è in parte interrata.

Chiesa di Sant'Antonio Abate

Nei pressi della Chiesa Madre si trova la chiesa di Sant'Antonio Abate, risalente al XV secolo.

Chiesa del Collegio

Appartiene invece al Cinquecento, anche se fu ristrutturata nel 1613, la Chiesa del Collegio, che si trova sulla via Roma. Ha un portale a timpano triangolare e l'interno è ad unica navata con cappelle incassate. Nel presbiterio si trova una tela del Domenichino, mentre in una delle cappelle si trova una Madonna del 1655 di Michele Blasco.

Chiesa di San Domenico

Un altro esempio d'architettura è la chiesa di San Domenico e convento dell'Ordine dei Predicatori di San Domenico, risalenti al 1176 la prima e al 1742 il secondo. La chiesa, in stile barocco, ha una sola navata con otto cappelle: si trova in Corso Vittorio Emanuele, all'entrata della piazza Scandaliato.

Chiesa del Carmine

Al XII secolo appartiene la Chiesa del Carmine, nell'omonima piazza, che incorpora la chiesa del Salvatore col suo rosone.

Chiesa di Santa Margherita

In Piazza Carmine si trova anche la Chiesa di Santa Margherita del 1342 fatta erigere da Eleonora d'Aragona, moglie del Peralta. L'ultimo restauro si è completato nel 1994, dopo che la stessa chiesa venne rifatta nel 1595 con delle colonne angolari con architravi, fregi e cornici. È aperta al pubblico ma non al culto, per cui viene utilizzata per mostre, convegni e concerti. L'ingresso principale è catalano, mentre il portale marmoreo che si trova sulla destra fu realizzato nel 1468 da Pietro de Bonitate su disegno di Francesco Laurana. L'interno, ad unica navata, è barocco e conserva stucchi policromati ed affreschi di Ferraro del XVII secolo. Sull'altare si trova un'icona in marmo del 1507-1512, una statua in legno del 1544, opera di Frigia, che raffigura Santa Margherita, ed un organo ligneo del 1641. Nella navata si trovano sei grandi riquadri e tanti medaglioni realizzati dal Portulani tra il 1529 e il 1530.

Chiesa dello Spasimo

La Chiesa dello Spasimo di Corso Vittorio Emanuele è del 1632 e nel vicino Convento si trova il Cortile del Palazzo Fazzello costruito nel Cinquecento.

Chiesa di San Michele

La Chiesa di San Michele, che si trova in Piazza Noceto, fu fondata da Guglielmo Peralta nel 1371 e poi venne ricostruita nel XVII secolo. Si conserva un portale con architrave ed un portale gotico. L'interno è a tre navate con colonne ed archi al centro. La chiesa conserva anche un crocifisso del Quattrocento, due acquasantiere del Cinquecento, una scultura di Domenico Gagini[11] ed un polittico del Cinquecento ed una statua seicentesca in legno di San Michele.

Chiesa di Santa Maria dell'Itria

Nella stessa Piazza Noceto si trova la Chiesa di Santa Maria dell'Itria e il suo monastero: sono state volute anch'esse dal Peralta. La chiesa (detta anche di Badia Grande) è del 1776, ma la sua fondazione risale al 1380.

Chiesa di San Nicolò La Latina

La Chiesa di San Nicolò La Latina, che si trova in Piazza San Nicolò, risalente al XII secolo, ha un prospetto decorato, tipico dell'architettura arabo-normanna.

Chiesa di Santa Maria delle Giummare

Più importante è la chiesa di Santa Maria delle Giummare in via Valverde, voluta da Giuditta e rifatta nel XVI secolo dopo una prima erezione avvenuta nel 1103. La fiancheggiano due torri merlate. All'interno, ad unica navata, si trova sulla sinistra la cinquecentesca Cappella della Madonna delle Grazie. Da ammirare il rilievo dai San Gerolamo, un'acquasantiera del Quattrocento, un crocifisso cinquecentesco ed una Vergine col Bambino nell'altare maggiore attribuito a Laurana.

Chiesa di Sant'Agostino

Datata al 1753, la Chiesa di Sant'Agostino – che si trova alla fine di via Valverde – custodisce sull'altare maggiore una statua raffigurante la Madonna del Soccorso, opera di Giacomo Gagini realizzata nel 1538), proveniente dalla chiesa di San Francesco d'Assisi,[12] e portali barocchi.

Chiesa di San Francesco

Datata al XV secolo, la Chiesa di San Francesco – che si trova in via Agatocle – conserva pitture del saccense Mariano Rossi.

Architetture civili

Palazzo Bertolino-Tommasi

L'incompiuto Grand Hotel San Calogero Posto sulla vetta del monte Kronio, adiacente al Santuario del Santo, "Il Grand Hotel San Calogero" è una delle opere incompiute più longeve d'Italia. Dal 1954, data di inizio dei lavori ad oggi, la struttura ha avuto ben due ristrutturazioni ed altrettante inaugurazioni, ma non è mai stato aperto al pubblico. Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Piazza del Popolo (Sciacca). In piazza Duomo si trova la Casa Museo Scaglione, che conserva oggetti artigianali, ceramiche, tele ed oggetti vari d'inestimabile valore. Il Bastione di Sant'Agata si trova in Piazza Mariano Rossi. Degno di nota è anche il Palazzo Manno, residenza settecentesca della nobile casata siculo-fiorentina . L'edificio non è più visibile integralmente per come era in passato, a causa delle ristrutturazioni a cui fu sottoposto per essere trasformato in albergo nel XX secolo. Non poco lontano dalle terme vi è una colonna votiva con in cima una statua bronzea raffigurante Notre Dame de Fourviere[13]. Tale colonna fu fatta erigere per volere di Don Michele Arena in seguito alla precipitazione del dirigibile francese Dixmude nel 1923.
Pregevoli sono le costruzioni civili: Palazzo Amato nell'omonima via del XIII secolo; Palazzo S. Giacomo Tagliavia, XV secolo, con le sue facciate in stile impero sul Corso Vittorio Emanuele e in Via Licata e con quella forse più ricca di fascino rivolta a levante sulla Piazza S. Fricia in stile neogotico opera dell'architetto Gravanti; Palazzo Arone di Valentino sempre in Corso Vittorio Emanuele del XIX secolo; Palazzo Bertolino-Tommasi dalla candida facciata neoclassica opera dello stesso architetto Gravanti in Corso Vittorio Emanuele; Palazzo Ventimiglia nel Vicolo Gino del XV secolo; Palazzo Graffeo o Grifeo nel Vicolo Orfanotrofio del XVIII secolo; Palazzo Inveges nell'omonima piazza del XVII secolo; Palazzo Maurici in Piazza Scandagliato del XVIII secolo; Palazzo Ragusa in via Licata del 1770; Palazzo Perollo in via Incisa del XV secolo e Palazzo Steripinto o Sortino in via Gerardi del XVI secolo, esempio d'arte spagnola, Palazzo Venuti. Tra le residenze di campagna si ricorda la Villa Venuti Tagliavia, residenza settecentesca in stile barocco e che comprende anche una cappella.


 
 
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