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Sambuca di Sicilia

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Sambuca di Sicilia



Panorama di Sambuca di Sicilia dal lago Arancio

Sambuca di Sicilia (Sammuca in siciliano) è un comune italiano di 5 878 abitanti[2] della provincia di Agrigento in Sicilia.
La cittadina è inclusa nel club de I borghi più belli d'Italia, l'associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l'armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. In seguito alla partecipazione al programma di Rai 3 Kilimangiaro - Il Borgo dei Borghi è stata proclamata "Borgo dei Borghi 2016"[4][5].
Di origini arabe, per distinguerla dal comune omonimo toscano, prese nel 1863 l'aggiuntivo di Zabut dal nome dell'antico castello così denominato dall'emiro Al Zabut; ma nel 1923 assunse la denominazione attuale.
Fa parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino[6], dell'Unione dei comuni Terre Sicane, del distretto turistico regionale “Vini & Sapori di Sicilia”[7] e dell'Associazione Città del Bio - Cultura del territorio[8].


Territorio[modifica | modifica wikitesto]
Adagiata su una collina, Sambuca di Sicilia dista 89 km da Agrigento e 78 km da Palermo, si trova nella Valle del Belice a 350 m s.l.m. Sambuca è circondata a nord-est da boschi e colline, tra le quali svetta la cima di Monte Adranone (889 m), il versante sud del Monte Genuardo, il Pizzo del Corvo e la Montagna Grande; a sud-ovest dalle valli del fiume Carboj e del torrente Rincione che formano il bacino artificiale del Lago Arancio.
Il territorio di Sambuca confina con i comuni di Contessa Entellina, Giuliana, Caltabellotta, Sciacca, Menfi e Santa Margherita di Belice e presenta un'enclave rappresentata da una parte del territorio di Bisacquino.
Altitudine centro urbano: 350 m s.l.m.
Altitudine minima territorio: 95 m s.l.m.
Altitudine massima territorio: 1180 m s.l.m.
Classificazione sismica: zona 2 (zona con pericolosità sismica media dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti) Ordinanza del PCM n. 3519/2006[9]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]
L'origine di Sambuca è incerta, così come l'origine del nome è incerto. Le principali ipotesi per il nome sono:
Sambuca potrebbe essere il nome latinizzato di uno strumento musicale greco simile all'arpa, Σαμβύκη, sambýkē, che ricorda l'impianto del centro storico del paese e che è raffigurato sullo stemma del comune.
Sambuca dalle piante di sambuco, diffuse in antichità nella valle del lago Arancio. In età antica l'area era abitata dai Sicani. Questi edificarono una città nell'altopiano di Adranon già nel IV secolo a.C. del quale rimane un sito archeologico e numerosi reperti di particolare valore.
Sambuca dal nome dell'antico casale di La Chabuca, che probabilmente prendeva il nome dal leggendario emiro che costruì il castello, Al Zabut (lo Splendido).
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Storia di Sambuca[modifica | modifica wikitesto]
Periodo arabo[modifica | modifica wikitesto]
L'odierna Sambuca fu fondata dagli Arabi intorno all'830, qualche anno dopo il loro sbarco in Sicilia e la chiamarono Zabuth (per ricordare l'omonimo emiro arabo Al-Zabut che aveva fatto erigere in quel luogo un castello) e la costruirono alle pendici del Monte Genuardo, tra il fiume Belice e il Sosio, a 350 metri s.l.m..
A nord il castello è protetto da muraglie merlate, con saettere, a sud, il Casale adiacente si snoda nel quartiere arabo. Sambuca conserva ancora le tracce di questa sua matrice islamica nel "quartiere arabo", costruito da un impianto urbano che si sviluppò attorno a sette "vicoli saraceni" (li setti vaneddi), trasformati in un museo vivente di storia arabo-sicula e nella fortezza di Mazzallakkar sulle sponde del lago Arancio che viene sommersa ogni qualvolta s'innalza il livello del Lago.
Periodo normanno[modifica | modifica wikitesto]
Mantenne l'antico nome anche quando Guglielmo II, detto "Il Buono", donava alla chiesa di Monreale la "Chabuta seu Zabut", cioè la "Splendida ovvero Zabut". Nel 1185, infatti, viene indicato con la denominazione di Rahal-Zabuth che significa appunto "casale di Zabuth". Nello stesso anno il castello arabo viene ceduto alla famiglia Barberini di Monreale, che lo mantiene fino al 1570, anno in cui viene ceduto alla famiglia Beccadelli di Bologna.
Periodo svevo[modifica | modifica wikitesto]
Zabut fu abitata da popolazione islamica fino al tredicesimo secolo fino a quando si ribellò alle operazioni di consolidamento imperiale ordinate da Federico II che costruì il Castello di Giuliana da usarsi come quartier generale per la soluzione della "questione saracena" in Sicilia, voluta dal papa. Zabut resistette per due anni. La resistenza fu stroncata nel 1225 e la strage fu totale.
Intorno al 1800 a Sambuca si forma un gruppo di intellettuali, tra cui Emanuele Navarro della Miraglia. Oggi a testimonianza della fervente e vivace borghesia del tempo rimane il teatro dell'800: gioiello in miniatura ancora attivo e funzionante. Il nome Sambuca Zabut fu cambiato, dai fascisti, in Sambuca di Sicilia nel 1923, e con questo nome oggi è conosciuta.
Periodo aragonese[modifica | modifica wikitesto]
La cittadina-fortezza di Zabut, dopo l'eccidio e la deportazione dei superstiti saraceni, fu lentamente ricostruita. Gli arabi convertitisi al cristianesimo per paura o per convinzione e i cristiani del vicino Casale di Adragnus convissero insieme pacificamente. Appare rilevante che Adragna è chiamata Casale, nel senso di borgata campestre, per un processo di decadenza, ormai inarrestabile, mentre Sambuca è definita con l'appellativo più prestigioso di Castello, che significa paesetto fortificato.
Il Casale di Adragnus fu distrutto nell'autunno del 1411, sul finire della lunga guerra di successione al Regno di Sicilia, la cui protagonista fu una donna, la regina Bianca di Navarra. Gli Adragnini si trasferirono così nella fortezza di Zabut, risparmiata alla distruzione per l'eroica resistenza opposta all'assedio dei seguaci del Barone di Modica, Bernardo Cabrera, e per l'imponenza delle sue fortificazioni.
Periodo rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]
Intorno al 1510, si ha notizia di una presenza ebraica nel nostro territorio, a testimoniare che, ormai, Sambuca è un punto di attrazione consolidato. Significativa risulta anche la sua espansione edilizia. Viene, infatti, edificato palazzo Panitteri, quale torrione d'avamposto del castello di Zabut, che, nel secolo successivo, si troverà al centro dell'abitato.
Come attestano vari censimenti, Sambuca tende ad aumentare la sua popolazione e ad espandere il suo tessuto urbano. Il dato più significativo è fornito da Rocco Pirri, che, nel 1575, rileva 1427 abitazioni e 5602 abitanti. Ferve l'attività edilizia e nascono iniziative associative, specie nell'ambito religioso.[11]
Da baronia la Terra della Sambuca venne promossa con privilegio di Filippo II - Madrid 15 novembre 1570 - a Marchesato.
Periodo barocco[modifica | modifica wikitesto]
Durante il Seicento Sambuca si accresce ancora verso la valle della collina su cui sorge e si va a creare un asse principale, la via del Corso, lungo il quale sorgono tutti gli edifici nobiliari e i luoghi di culto. In questo modo viene trasferito il centro cittadino, dalla zona araba verso il quadrilatero che accoglie la chiesa del Carmine, il monastero di Santa Caterina e i palazzi Ciaccio e Beccadelli.
Il marchesato della Sambuca, il 16 settembre 1666, passò, a causa di un matrimonio, ai Beccadelli di Bologna, assurti successivamente al rango di principi con il principato di Camporeale. Il titolo viene a tutt'oggi detenuto dagli eredi. Tra i principi marchesi della Sambuca, i più celebri furono Don Pietro (1695-1781) e il figlio Don Giuseppe (1726-1813).[12]
Periodo borbonico[modifica | modifica wikitesto]
Prosegue la crescita demografica di Sambuca. A metà del settecento Vito Amico calcola in 8892 il numero dei suoi abitanti.[13]
La crescente importanza di Sambuca trova riscontro nel prestigio goduto dal suo rappresentante al Parlamento: nel 1707, il Marchese della Sambuca siede nel braccio Militare e, tra i 37 marchesi, occupa l'undicesimo posto.
Nel primo quarantennio dell'Ottocento continua lo svilimento del Castello di Zabut che nel 1819 è ridotto a carcere feudale, nel 1830 viene smembrato e saccheggiato da privati e nel 1837 demolito e sostituito da costruzioni insignificanti.
Da qui all'Unità, la vita di Sambuca appare prospera e vivace. Le campagne producono grano, vino, olio, mandorle e pistacchi, ma si raccolgono, sulle montagne, anche capperi e palma nana. Fervono anche le iniziative culturali. In quegli anni si formò una classe medio-borghese illuminata, che in Vincenzo Navarro (1800-1867) e nel figlio Emanuele Navarro della Miraglia (1838-1919), ebbe gli animatori più qualificati essendo ad un tempo letterati, poeti e patrioti. Il salotto letterario di questo piccolo centro dà origini a discussioni sull'arte e sulla letteratura: dal carteggio tra Navarro e Luigi Capuana sembra che qui sia nato il verismo.
Intorno al 1850 alcune famiglie borghesi di Sambuca costruiscono il teatro L'Idea.
Periodo risorgimentale[modifica | modifica wikitesto]
L'accrescimento della popolazione determina l'allargamento e la ristrutturazione del tessuto urbano. Le positive conseguenze dell'unificazione italiana si visualizzano, a Sambuca, nel miglioramento dei collegamenti stradali e ferroviari. Nel 1870 viene aperta la rotabile Palermo-Chiusa-Sambuca-Sciacca. Nel 1875 via del Corso è prolungata di 117 metri. Si apre via Libertà, si crea una piazzetta e si ricava uno spazio su cui formare una villa. Contemporaneamente viene dato l'appalto per realizzare, in ghisa, le condutture esterne di acqua ed è introdotta l'illuminazione pubblica. Nel 1882 viene inaugurato il teatro, che diviene comunale.
Periodo fascista[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1923 Mussolini cancellò Zabut dal nome e specificò Sambuca regionalmente aggiungendo "di Sicilia". Nel periodo fascista viene demolito il chiostro del monastero di santa Caterina, prospiciente via Mercato (oggi via Roma), per costruirvi una piazzetta, sulla quale, nel 1929, si inaugura un monumento ai caduti.
Periodo repubblicano[modifica | modifica wikitesto]
Risale al 15 gennaio 1968 il terremoto del Belice, a causa del quale Sambuca subì moderati danni. Da quella data, oltre alle ricostruzioni del centro storico della città, fu costruita una nuova area abitata nella zona denominata Pìgnolo.
Negli anni ottanta Sambuca di Sicilia vive un fervente periodo. Risalgono a questo periodo i campionati mondiali di sci nautico, canoa e windsurf sul lago Arancio, la creazione del parco della Resinata, la fondazione di nuove cooperative che danno lavoro ai cittadini, il gemellaggio con la città statunitense di Winter Haven, Florida.[14]
Tra gli artisti sambucesi del Novecento si ricordano i poeti Baldassare Gurrera e Pietro La Genga, e il pittore Gianbecchina, apprezzato dalla critica italiana e internazionale.
Nel 1992 viene restituito alla cittadinanza il teatro comunale L'Idea, restaurato dopo essere stato danneggiato dal terremoto.[15] Sul finire del ventesimo secolo fu fondata la pinacoteca "Istituzione Gianbecchina", presso la sconsacrata chiesa di San Calogero, che ospita alcune delle opere del maestro siciliano donate al comune.
Nel ventunesimo secolo fu creato un altro importante luogo di cultura: il museo archeologico "Palazzo Panitteri" (2013), che accoglie i reperti greco-punici provenienti dalla vicina area archeologica di monte Adranone.
Nel 2014 per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l'armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini la cittadina è inclusa nel club de I borghi più belli d'Italia. Nel 2016 in seguito alla partecipazione al programma di Rai 3 Kilimangiaro - Il Borgo dei Borghi viene proclamata "Borgo dei Borghi 2016"[4][5].




 
 
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