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Piazza Armerina .

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Piazza Armerina



Piazza Armerina (Ciazza nella locale lingua gallo-italica[3], Chiazza in siciliano) è un comune italiano di 21 782 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia ed è sede di vescovado con un'estesa diocesi.
Fino al 1927 era capoluogo di un esteso circondario e sede di sottoprefettura, quando non era ancora stata istituita la provincia di Enna, alla quale fu inglobata.
È un'antica città d'impianto medievale con un pregevole centro storico barocco e normanno. Sul suo territorio si trova la Villa romana del Casale con i suoi famosi mosaici, dal 1997 Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Città d'arte, già definita Urbs Opulentissima, con forte richiamo turistico per il suo importante patrimonio archeologico, storico, artistico e naturale, nota come la "Città dei Mosaici e del Palio dei Normanni".

Territorio

Piazza Armerina sorge su un'altura dei monti Erei meridionali, nella parte centro-orientale della Sicilia, a 697 m d'altitudine. La città è incastonata tra fitti ed estesi boschi misti con predominanza di eucaliptus, che si estendono ai suoi piedi a nord come a sud. Ha un esteso territorio comunale e rientra tra i primi 100 comuni italiani per superficie[6]. Il suo punto più alto è di 877 m sul livello del mare, mentre quello più basso si colloca a quota 225 m, determinando una notevole escursione altimetrica che si registra tra il centro urbano e le località sottostanti, tra cui numerose sono le enclavi, ritagliate nei territori dei comuni limitrofi.

Natura

La città è circondata, oltre che dalle foreste del Parco Ronza e dagli altri boschi, da altri siti dalla prospera natura, quali ad esempio la diga Olivo, bacino artificiale creato a scopi irrigui, o il sito archeologico di Montagna di Marzo, avvolto anch'esso nel verde. A pochi chilometri dal centro abitato insiste la Riserva naturale orientata Rossomanno Grottascura Bellia, gran parte della quale ricade proprio in territorio armerino. Quest'ultima riserva abbraccia il bosco di Rossomanno, che prende nome dall'omonimo monte. Nell'area protetta, una fitta selva con piccoli corsi d'acqua, sono presenti diversi sentieri, che sono stati recentemente tracciati di nuovo per favorire le attività escursionistiche e di trekking. Senza contare che in un raggio limitato si trova altresì il Parco minerario di Floristella-Grottacalda dove fruire l'archeologia industriale immersa nella natura, e il lago di Pergusa, incorniciato dall'incantevole riserva omonima ad alta naturalità.

Clima

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Piazza Armerina.
L'altitudine di bassa montagna, e le coordinate geografiche (37°23'13"20 N di latitudine) concorrono a fare di Piazza una località a clima mediterraneo continentale, un clima temperato con caratteristiche del clima continentale, non foss'altro per la collocazione interna e la capillarità del refrigerante manto forestale, fattori che concorrono a determinare il tipico clima della Sicilia centrale, caratteristico di quasi tutto il territorio degli Erei. Quest'ultimo si distingue dal clima mediterraneo per gli influssi continentali dovuti alla lontananza dal mare, e al contempo dall'altitudine di montagna, certamente mitigati, tuttavia, dalla bassa latitudine. In virtù di ciò, Piazza Armerina è inclusa nella fascia climatica D; ciò significa che l'accensione degli impianti di riscaldamento è normalmente consentita per 12 ore giornaliere, dal 15 ottobre al 15 aprile.


Storia



Un pavimento della Villa del Casale


Dai ritrovamenti numismatici presenti sul Monte Naone non lontano dall'abitato si può presumere che qui esistesse un abitato di età greca, forse una sub-colonia di Gela e più precisamente la Hybla Geleatis di cui fa menzione Tucidide in seguito chiamata Stiela. Sulla storia poi di Piazza dove è attualmente ubicata si sa con certezza solo dalla dominazione normanna in poi, in riferimento alla ricostruzione della città nel 1163 ad opera di Guglielmo II. Per il periodo precedente alla fondazione diverse sono le ipotesi. Alcuni autori del Seicento favoleggiarono di un villaggio chiamato Plutia di origine romana, ma nessuna fonte classica ha mai riportato tale località. Tuttavia secondo fonti musulmane riportate da Michele Amari nella sua Storia dei Musulmani di Sicilia, esisteva una città che gli arabofoni pronunciavano Iblâtasa o Iblâtana, abitata da comunità islamiche, che dovette sorgere su un villaggio preesistente che le cronache medievali (come il Fazello) indicavano più tardi come Casalis Saracenorum. Tale villaggio potrebbe essere la Ibla Elatson o Ibla Elatton (Ibla minore) riportata da Idrisi che corrisponderebbe alla Ibla Geleate (ibla Gelese) descritta da Tucidide (per Pausania Ibla Gereate, per Stefano Bizantino Ibla Era o Minore). La città islamica venne ribattezzata Placia o Platsa dai Normanni che la conquistarono e la affidarono agli Aleramici. Re Guglielmo I di Sicilia, per punirla della sua ribellione capeggiata da Ruggero Sclavo, figlio illegittimo dell'aleramico Simone, conte di Policastro, che in pratica aveva trucidato la popolazione araba, la fece incendiare e distruggere nel 1161. Venne dunque ricostruita, nel 1163 più in alto da Guglielmo II sul colle Armerino e ripopolata con genti provenienti dalle aree "longobarde" settentrionali. Scavi recenti, condotti dall'università La Sapienza di Roma hanno messo in luce, nei dintorni della Villa Romana del Casale l'impianto di un villaggio di epoca medievale, presumibilmente riferibile alla città distrutta da Guglielmo il Malo.
Piazza diviene sede di senato e di tribunali nel periodo federiciano e nel 1459. Nel 1517 Carlo V la fregia del titolo di Città, con appellativo ufficiale di Urbs Opulentissima. In questo periodo Piazza è capitale di una Comarca che riunisce a sé i diversi paesi lombardi, accomunati da un linguaggio e una storia comuni. Dal 1689 fino al 1817 è sede della quarta Università del Regno[12]. Dal 1817 è anche sede di vescovado con una vasta diocesi, mentre ottiene il titolo di Armerina nel 1863. Persa la sua egemonia sul territorio venne accorpata alla Valle di Caltanissetta e dal 1926 passò alla Provincia di Enna. Nel 2015 Piazza Armerina, con un referendum popolare e due votazioni del consiglio comunale, delibera l'adesione alla Città metropolitana di Catania[13][14], ma il disegno di legge predisposto dal Governo regionale per la conseguente modifica territoriale (ex art. 44 della L.R. n. 15/2015) non è stato approvato dall'ARS.

Monumenti e luoghi d'interesse

Piazza Armerina è una città d'arte con un forte richiamo turistico per il suo pregevole patrimonio archeologico, storico, artistico e naturale, nota come la "Città dei Mosaici e del Palio dei Normanni", è una delle 21 candidate al titolo di "Capitale Italiana della Cultura 2018"[16].


Cattedrale





Chiesa di S.Stefano


Edifici religiosi

Cattedrale di Piazza Armerina, dedicata a Maria Santissima Delle Vittorie, è un grande edificio di culto di stile misto gotico, manierista e barocco, dotata di un campanile alto 40 m risalente al XV secolo, già relativo alla precedente chiesa, al posto della quale venne eretta l'attuale cattedrale.
Chiesa di San Rocco (anche detta di "Fundrò"), risalente al 1613 dotata di campanile a vela e ricco portale barocco. I locali dell'annesso monastero benedettino ospitano gli uffici comunali.
Chiesa di S. Ignazio, fu la prima dedicata al.santo dopo la beatificazione. I lavori per l'edificazione della fabbrica risalgono al 1600. Alla chiesa era annesso il monastero che, sotto i Gesuiti, nel 1689, avviò un corso universitario. Attualmente i locali dell'ex monastero in parte ospitato una scuola media ed in parte la Biblioteca Comunale con la "Mostra del libro antico".

Piazza Armerina denominata anche "città delle 100 chiese" appunto per la quantità svariata di chiese, infatti tra esse abbiamo:


Chiesa di Maria SS. delle Grazie (1606).
Chiesa di S. Filippo d'agira (1625).
Chiesa di S. Francesco d'Assisi (1742).
Chiesa di S. Giovanni Evangelista (1615). Interamente affrescata nel XVIII secolo dal pittore fiammingo Borremans.
Chiesa di S. Giuseppe.
Chiesa Sacro cuore di Gesù.
Chiesa Sant'Antonio da Padova.
Chiesa Madonna dell'Indirizzo.
Chiesa di Santa Barbara.
Chiesa di San Nicolò o Madonna della catena.
Chiesa di Santa Veneranda.
Chiesa Anime Sante del purgatorio o Madonna della Carità.
Chiesa san Vincenzo.
Chiesa di S. Lorenzo (o Chiesa dei Teatini).
Chiesa di S. Lucia (XVII sec.) edificata, probabilmente, sul sito di una precedente sinagoga.
Chiesa della Madonna della Neve (seconda metà XVII sec.) si presenta con una facciata semplice e sobria ma, al suo interno, racchiude una barocca decorazione a stucchi.
Chiesa di S. Maria di Gesù con l'annesso cimitero nobiliare.
Chiesa di S. Martino di Tours (XII sec.).
Chiesa di S. Pietro (XVII sec. su una fabbr|ica precedente) nei secoli è servita da Pantheon per la nobiltà cittadina. Alla chiesa era annesso un monastero (attualmente in restauro) e la "Selva" adibita poi a Giardino Pubblico ("La Villa Garibaldi" come è generalmente chiamata dagli abitanti). Il Giardino ospita diverse specie rare e numerose piante secolari.
Chiesa di S. Stefano (fine XVI sec.).
Chiesa degli Angeli Custodi (XVII sec.).
Chiesa del Carmine (XIV sec.) presenta un pregevole campanile in stile gotico-catalano.
Chiesa del Purgatorio (XVII sec.).
Collegiata del SS. Crocifisso.
Commenda dei Cavalieri di Malta (XII sec.).
Chiesa di S. Anna (XVIII sec.) dal pregevole prospetto concavo di gusto barocco.
Gran Priorato di Sant'Andrea (1096) al suo interno custodisce affreschi medievali databili dal XII al XV secolo.[17] Chiesa e Cenobio costituivano l'antico Priorato dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme in Sicilia. Con la Chiesa di Santa Croce di Messina è sede dei canonici regolari di Sant'Agostino unita poi al monastero del Santo Sepolcro in Gerusalemme. Sede dei Cavalieri del Santo Sepolcro quale donazione del conte Simone del Vasto, signore di Butera e di Policastro, nipote del gran conte Ruggero, sette anni dopo la presa di Gerusalemme.
Eremo di Fundrò

Edifici civili

Palazzo Trigona della Floresta sorge a fianco della Cattedrale
Palazzo Trigona di S. Elia
Palazzo Starrabba
Palazzo Trigona di Montagna di Marzo
Palazzo Trigona di Dainamare e Canicarao
Palazzo Mandrascate
Palazzo Trigona di Azzolina e Gallizzi
Torre del Padre Santo
Palazzo di Città (ex palazzo senatorio)
Teatro Garibaldi
Antico cimitero monumentale ed ex convento di Santa Maria del Gesù

Architetture militari

Castello Aragonese
Corte Capitanae

Siti Archeologici

La Villa Romana del Casale
La Villa romana del Casale è un edificio abitativo tardo antico, popolarmente definito villa nonostante non abbia i caratteri della villa romana extraurbana quanto piuttosto del palazzo urbano nobiliare o imperiale, i cui resti sono situati a circa quattro chilometri dal centro abitato. Dal 1997, con i suoi famosi mosaici, fa parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Per la realizzazione degli splendidi mosaici della villa lavorarono maestranze africane (e forse anche romane, come testimoniano alcuni motivi di derivazione sicuramente urbana) ricoprendo un'estensione di circa 3500 m².
Montagna di Marzo
A pochi chilometri a nord-ovest di Piazza Armerina, si trova l'area archeologica di Montagna di Marzo.. Resti di un'antica città si trovano su circa 15 ettari. L'insediamento, risalente al periodo greco-indigeno (VII sec. a.C.), ebbe una sua continuità di vita anche nel periodo romano con frequentazioni fino al medioevo. L'impianto urbano è di origine romana con i resti di un teatro, costruito dopo la distruzione della cittadina ellenica. L'area di Montagna di Marzo, inoltre, contiene una grande necropoli.

Sofiana

Il sito, nei pressi del fiume Nociara/Gela, tra i territori comunali di Piazza Armerina e Mazzarino, era una statio lungo l’itinerario stradale che collegava Catania ad Agrigento e subì notevoli trasformazioni nelle epoche successive fino a scomparire nel XIII secolo. Gli scavi hanno infatti restituito architetture (la domus gentilizia, l'impianto termale e, nella necropoli, la basilica) e materiali che ne confermano la continua esistenza dall’epoca arcaica (VI sec. a.C.) fino a quella federiciana, cioè per circa duemila anni.

Altri

Mostra permanente del libro antico della biblioteca Comunale “Alceste e Remigio Roccella”
Pinacoteca Comunale
Museo Diocesano
Museo permanente della civiltà mineraria
Centro Espositivo Monte Prestami
Teatro Comunale Garibaldi
Museo Villa delle Meraviglie
Casa Museo del Contadino
Fonte dei Quattro Canali e lavatoio medievale
Calvario, sito di fronte al campo sportivo, offre un bellissimo panorama con una vista quasi totale del centro storico della città
Parco minerario di Floristella-Grottacalda.

Aree naturali

Giardino Ciancio (detto anche Villetta Roma)
Giardino Garibaldi con il Parco comunale San Pietro
Bosco comunale Bellia con sentieri trekking e jogging
Parco Ronza con area attrezzata
Riserva naturale orientata Rossomanno Grottascura Bellia

 
 
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