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Palagonia



Palagonìa (Palagunìa o Palaunìa in siciliano[2]) è un comune italiano di 16.609 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
Sito al margine sud della piana di Catania, Palagonia si sviluppa a circa 200 metri sul livello del mare, ed è nota soprattutto per i suoi vasti agrumeti.

Storia

Il sito risulta abitato già nella preistoria; lo prova il ritrovamento di un insediamento paleolitico nei pressi dell'attuale cittadina. Sembra che Palikè, nei pressi dell'odierna Palagonia, sia stata fondata da Ducezio nel 453 a.C. che ne fece la capitale del suo stato.
Ai tempi dei Siculi, Paliké era probabilmente già diventata un centro politico e religioso importante. A Paliké era situato un celebre santuario. La tradizione narra che gli dei chiamati Palici, oggetto di venerazione da parte dei Siculi, fossero nati dalle acque sulfuree del lago di Naftia, di origine vulcanica. Il tempio ad essi dedicato era probabilmente situato sulle sponde del lago stesso; nel tempio venivano praticati rituali oscuri e vaticini. Oggi il laghetto, detto anche mofeta dei Palici, non è visibile in quanto i suoi gas sono sfruttati industrialmente.
Nella zona è installata anche una stazione di monitoraggio del flusso di gas esalante dai suoli dell'area etnea, facente parte di una rete costituita da 10 stazioni di monitoraggio del flusso di CO2 e CH4 e dei parametri meteorologici. Le stazioni sono ubicate sui fianchi del vulcano ed in prossimità di Mofeta dei Palici per lo studio della geodinamica dell'area.
Durante il Medioevo il sito cadde sotto la dominazione normanna. Il conte Ruggero, nel 1169, inserì il feudo ed il territorio all'interno dell'arcidiocesi di Siracusa. Appartenne tra il XII e il XIV secolo ad alcune tra le famiglie aristocratiche più importanti della Sicilia (Alagona, Ventimiglia, Passaneto, ecc.) Nel 1407 Giacomo Gravina divenne signore del feudo. Da allora in poi le vicende della città saranno legate al nobile casato dei Gravina-Cruyllas, fino alla morte di Francesco Paolo Gravina, ottavo e ultimo principe di Palagonia, avvenuta nel 1854.
Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento furono edificati alcuni palazzi di notevole pregio architettonico in stile neoclassico e liberty. Tra questi spiccano palazzo Ponte in via Umberto, casa della famiglia del prof. Gaetano Ponte, fondatore della prima cattedra in vulcanologia d'Europa, ove tra l'altro aveva sede un osservatorio geodinamico; palazzo Blandini, prospiciente la piazza Garibaldi, di recente restaurato per ospitare un piccolo museo comunale; palazzo Politini di via Duca degli Abruzzi; palazzo Blandini (ex sede delle Orsoline) sito in piano Barresi, casa natale dei fratelli Gaetano e Giovanni Blandini, rispettivamente vescovi di Agrigento e Noto.

Monumenti e luoghi d'interesse

L'eremo di Santa Febronia
Il principale monumento della città è l'eremo di Santa Febronia, basilica rupestre risalente al VI-VII secolo d.C. sita in contrada Coste. Si tratta di un ambiente con molta probabilità ricavato da una precedente tomba preistorica e che, attraverso varie trasformazioni, venne adibito successivamente a luogo di culto. La parete di fondo della basilica, che ospita l'abside, su cui sono affrescati il Cristo Pantocratore, contornato da un'Annunciazione e da altre quattro figure sullo sfondo (databili intorno al XV secolo); ai lati dell'abside sono raffigurati il martirio di santa Febronia e quello di san Bartolomeo, databili tra il XVI e il XVII secolo; mentre nella parete posta di fronte all'ingresso sono raffigurati: santa Lucia, un santo vescovo, un Angelo orante racchiuso entro un tondo, sant'Agata, sant'Anastasia, ed il peccato originale anche questi databili tra il XVI e il XVII secolo. In questa parete è ricavato anche un secondo altare con nicchia atta ad ospitare una probabile icona, mentre nella parete a destra sono intagliati gli scranni per sedersi durante l'officiatura dei riti. Tra una delle finestrelle aperte sulla parete prospettica e l'affresco di santa Febronia, si notano tracce di un altro affresco rimosso, raffigurante san Giovanni Battista. Al centro dell'ambiente dal piano di calpestio si scende attraverso dei gradini lapidei in un ambiente a "T" nelle cui pareti sono ricavate le nicchie con funzione di colatoi per i corpi dei monaci dopo la loro morte. Il processo serviva a mummificarli parzialmente. Un altro accesso all'oratorio è costituito da una scala lapidea posta sul retro.
Ogni anno si svolge una processione in cui la reliquia di santa Febronia, patrona della città soprannominata a' Santuzza viene portata all'eremo.
L'eremo è situato 5 km a est di Palagonia, sulla SS385 che conduce a Catania.
Rocchicella[modifica | modifica wikitesto]
L'altura di contrada Rocchicella (oggi in territorio di Mineo), si eleva nella Valle dei Margi. È facilmente raggiungibile dalla superstrada Catania-Gela (S.S. 417), dalla Catania-Caltagirone (S.S. 385), o dal centro abitato di Palagonia, da cui dista poco più di un chilometro. Sito di grande interesse storico-archeologico, sede di insediamenti umani fin dalla remota antichità (12.000/10.000 anni a.C.), nonché centro del culto misterico delle divinità paliche (personificazione dei laghi ribollenti di Naftia). Esso è menzionato da autori classici greci e latini come sede sia del celebre santuario dei Palici, che della città di Paliké. Da visitare i resti dell'Estaterion ed il Museo dei reperti archeologici rinvenuti in sito.
Basilica paleocristiana di San Giovanni
È una costruzione singolare di cui si conservano l'abside ed alcune colonne, databile al VII secolo d.C. Molta piccola, era poco adatta a contenere i fedeli, tanto che si ipotizza la possibilità che essi assistessero dall'esterno, alle funzioni religiose. La chiesa non aveva vere e proprie pareti laterali ma una leggera cortina di archeggiati entro i quali erano inserite delle porte che venivano aperte durante le funzioni. Alcuni documenti della metà del XVI secolo, ci informano della sua appartenenza all'Ordine dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.
Pozzo Blandini
Con l'impianto degli agrumeti, già esistenti alla fine del XVI secolo, vennero scavati dei pozzi per reperire acqua necessaria a coprire i fabbisogni estivi. Intorno ai pozzi vennero costruite delle strutture, come il pozzo Blandini che con i suoi oltre sei metri di altezza domina la piana circostante. All'esterno del pozzo vi era un ingegno, una "noria", azionata da animali per il sollevamento dell'acqua.

 
 
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