Fiumefreddo di Sicilia . - TOURING SICILY

Vai ai contenuti

Menu principale:

Fiumefreddo di Sicilia .

Touring Catania > Vivere Catania > Provincia di Catania

Fiumefreddo di Sicilia


Fiumefreddo di Sicilia (Ciumifriddu in siciliano[1]) è un comune italiano di 9.623 abitanti[2] della Città metropolitana di Catania in Sicilia.
Territorio[modifica | modifica wikitesto]
Fiumefreddo di Sicilia è situato alle pendici nord orientali dell'Etna lungo la Strada statale 114 Orientale Sicula, sulla costa jonica.
Il territorio presenta un’estensione pari a 12,05 km² (1205 ettari); confina ad Est con il Mar Ionio, ad Ovest con il Comune di Piedimonte Etneo, a Nord con quello di Calatabiano e a Sud con quello di Mascali.
Al centro di un’importante zona agrumaria, che in passato faceva parte della Contea di Mascali, il territorio è quasi tutto in pianura, soprattutto nella parte che si estende verso il mare e la spiaggia di Marina di Cottone. La parte Ovest e Nord-Ovest è, dalle pendici dell’Etna verso il mare, è circondata da colline in parte coltivate.

Clima

Nel paese è presente un clima mediterraneo, pur con alcuni connotati di tipo subtropicale e continentale.
L'inverno assicura temperature massime diurne generalmente piuttosto miti ma l'escursione termica rispetto alle ore notturne può essere anche abbastanza pronunciata. L'estate, di lunga durata, si presenta molto calda, a volte con alti tassi di umidità.
Le precipitazioni raggiungono un minimo estivo molto marcato e un moderato picco nella stagione autunnale.

Origini del nome

Il nome Fiumefreddo deriva dall'omonimo fiume Fiumefreddo ed è detto di Sicilia per distinguerlo da Fiumefreddo Bruzio in provincia di Cosenza.
Originariamente il paese era chiamato "Castel Fiumefreddo" poiché l'originario nucleo cittadino era situato presso l'attuale quartiere Castello.

Storia

Le origini (XVIII secolo)
La famiglia Gravina che già possedeva Calatabiano e Piedimonte acquistò anche il feudo di Fiumefreddo e nel 1726 Ferdinando Francesco ne ottenne l'investitura, divenendo, oltre che Principe di Palagonia e Barone di Calatabiano, anche Barone di Fiumefreddo. In questa località sorgeva una torre cinquecentesca eretta per la sicurezza delle campagne circostanti e per la salvaguardia delle acque. È da questa torre che deriva il nome "Castello" della contrada; essa, secondo alcuni storici, fungeva da abitazione per i Baroni. Accanto alla torre (distrutta, in parte dal terremoto del 1693), sorgeva una Chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario; questo, forse, già a partire dai primi decenni del 1600. Accanto alla chiesa vi era un cimitero. Fu grazie alla generosità di Francesco Gravina Crujllas Principe di Palagonia e Barone di Fiumefreddo che il 29 marzo 1762 questa chiesetta fu donata ai fedeli con un Atto di ratipromissione stipulato dal notaio De Franco di Calatabiano con l'Arcivescovo di Messina; questo perché Fiumefreddo dipese dalla Diocesi di Messina fino al 1844 e dopo dalla Diocesi di Acireale. Nacque così intorno a questa Chiesa la prima Comunità Parrocchiale ed il primo nucleo abitato preludio della nuova cittadina.
Nel 1801 Fiumefreddo ottenne l'elezione a Comune e nel 1812 i Giurati vollero, così come era costume, un banco riservato a loro da dove poter assistere alle celebrazioni Sacre nella Chiesa Maria SS. del Rosario (diventata Matrice). Quando nel 1801 Fiumefreddo divenne Comune, venne scelto come Santo Patrono San Giuseppe. Sempre ai primi anni del 1800 è possibile far risalire la fondazione della "Confraternita di San Giuseppe" o della "Buona morte".
Agli inizi del nostro secolo, agli altari già esistenti della Madonna del Rosario, di San Giuseppe e di Santa Lucia, la religiosità popolare ne volle aggiungere un altro dedicato alla Madonna della Catena. Durante il secondo conflitto mondiale, così come altri edifici di Fiumefreddo, anche la Chiesa di Castello subì danni irrimediabili, infatti l'abside con l'altare maggiore e la pregevole statua della Madonna del Rosario, caddero rovinosamente sotto gli incessanti bombardamenti dell'agosto del 1943. La statua della Madonna che noi oggi possiamo vedere nella Chiesa è stata restaurata successivamente; miracolosamente integro, dopo il bombardamento, è stato ritrovato, sotto le macerie della Chiesa, solo il Bambinello. Vista l'irrimediabilità dei danni e le crescenti esigenze della comunità si pensò di costruire una nuova e più grande Chiesa. Nel 1950 si passò alla demolizione della vecchia Chiesa e della Torre che ormai fungeva solo da torre campanaria. La statua della Madonna della Catena fu portata in casa del signor Pafumi Salvatore in via Chiesa, la Statua della Madonna del Rosario in casa del signor Caminiti Salvatore in via Marini, la statua di San Giuseppe in casa del signor Vecchio Alfio, il Cristo morto e l'Addolorata in casa del signor Cristina in via Ferrara. Grazie alla generosità di molti fedeli, si costruì un salone rustico dove poter, provvisoriamente, celebrare le funzioni religiose. Purtroppo, solo dopo circa venti anni passati tra: promesse, interruzioni dei lavori e con un progetto iniziale notevolmente modificato e mortificato, si poté procedere alla inaugurazione della nuova Chiesa che avvenne il 6 settembre 1969.

Età contemporanea

Fiumefreddo di Sicilia divenne comune autonomo nel 1801. Oggi è un importante centro di produzione e commercio di agrumi e di prodotti florovivaistici, la cui coltura interessa gran parte della superficie coltivata. Anche la piccola industria dà un discreto apporto economico alla cittadina, così come il turismo estivo (forte anche della Bandiera Blu assegnata al mare di Marina di Cottone, località balneare di Fiumefreddo). Negli anni sessanta e ottanta Fiumefreddo è stata destinazione di un forte flusso immigratorio dovuto alla presenza sul territorio delle cartiere SIACE (chiuse alla fine degli anni ottanta) e KEYES (la cui attività è cessata all'inizio degli anni 2000). Le spiagge comunali sono state premiate con la Bandiera Blu nel 1988, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011. Importante è anche la riserva del Fiume Fiumefreddo per la sua valenza naturalistica.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu