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Burgio

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Burgio



Burgio (Burgiu in siciliano) è un comune italiano di 2 640 abitanti[2] della provincia di Agrigento in Sicilia.
Territorio[modifica | modifica wikitesto]
Dista 69 km da Agrigento e 95 km da Palermo. Sito a 317 m s.l.m., il paese trae la sua caratteristica fisionomia dall'essere posto su un pendio triangolare alla confluenza del vallone Garella e del Torrente Tina, affluenti di sinistra del fiume Verdura.
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Il nome del paese deriva dall'arabo burg, torre o casa di pietra.
Età medievale[modifica | modifica wikitesto]
Incerta la data della sua fondazione: si attribuisce a una colonia saracena insieme con i superstiti di Scirtea, antichissima città sicana, di cui rimangono solo i ruderi del Castello di Acristia, posti su una rupe isolata ed inaccessibile a dieci chilometri da Burgio: la costruzione appartenne nel 1296 a Francesco Ventimiglia Seniore, conte di Geraci.
Durante la dominazione araba, Burgio fu governata da Hamud della dinastia ai Alidel (ramo degli Edrisiti), il quale, cacciato dalla Spagna (dove per dodici anni aveva tenuto il Califfato di Cordova), giunse in Sicilia e divenne signore di Burgio.
Quando Ruggero il Normanno scese alla conquista della Sicilia, dopo 25 anni di guerra era riuscito a sottomettere i saraceni, ma per debellarli tutti gli mancava ancora la vittoria sull'emiro Hamud, che resistette a lungo al re normanno nel triangolo di Girgenti, Monte Guastanella e Castrogiovanni. In quest'ultima egli si era trincerato, ma caduta Girgenti e arresasi Monte Guastanella dopo lungo e logorante assedio, Hamud decise di abiurare la propria religione e consegnarsi al re Ruggero.
Ricevette il battesimo a Sciacca l'anno 1088 da Gerlando primo vescovo di Girgenti e dal nome di Ruggero il Normanno suo padrino e dal nome della contea che ricevette in dono dal vincitore e dalla quale era già stato signore, si chiamò Ruggero Burgio.
Dopo di lui la signoria passò a Federico D'Antiochia, conte di Mistretta e di Caltabellotta; quindi, nel 1337, ne ebbe la giurisdizione baronale Raimondo Peralta. A questo succedette nella signoria il figlio Guglielmo Gran Cancelliere del Regno d'Aragona e marito di Aloisa Sclafani e Calvello, figlia del conte di Adernò. Alla morte di Guglielmo ne ebbe investitura il figlio Guglielmone prima, poi Matteo a cui succedette il nipote Nicolò, che lasciò la baronia alla sorella Caterina Peralta. Da questa e da Alfonso de Cardona, conte di Reggio, nacque Antonio de Cordona che fu investito della baronia nel 1518. In epoca imprecisata venne istituita la Sacra Distribuzione organismo di cui facevano parte i sacerdoti del luogo e alla cui formazione contribuivano oblazioni e lasciti dei fedeli e una quota a carico dei sacerdoti stessi.I membri o mansionari insigniti di almuzio e rocchetto sono il capitolo della chiesa arcipretale san Antonio Abate.
Età moderna[modifica | modifica wikitesto]
Dopo Antonio De Cardona, per un lasso di tempo di circa tre secoli, furono signori della baronia di Burgio: Alfonso, Diana e Caterina de Cardona Salluccio, Alfonso e Tommaso Gioeni Tagliavia, Lorenzo Gioeni Bologna, Isabella Gioeni Aversa e Filippo Colonna D'Este. Quest'ultimo tenne la baronia sino al 1812, quando decadde in Sicilia il feudalesimo per volontà del Parlamento.
Nella ripartizione amministrativa per Comarche (1583-1812 fa parte della decima comarca, di Castronovo; in quella per distretti (1812-1816) fa parte del distretto di Bivona ed è capoluogo di circondario comprendente i comuni di Burgio, Villafranca, Lucca, Calamonaci e Ribera. Con l'unità d'Italia il territorio nazionale è diviso in province, circondari, mandamenti, comuni, Burgio è sede di mandamento comprendente i comuni di Burgio, Villafranca Sicula e Lucca Sicula nel circondario di Bivona. Nel diciannovesimo secolo è sorto l'Ospedale Civico con finalità di ricovero, cura, mantenimento gratuito infermi poveri e di accoglienza di malati a pagamento. Ente morale,il cui antecedente principale è la Confraternita del SS. Sacramento di Burgio nota fin dal 1565 che confluì nell'Ospedale nel 1887. Altre Opere Pie vennero inglobate nell'Ospedale: la Congregazione del Purgatorio nota dal 1615 e la Confraternita del patriarca S.Giuseppe nota dal 1634. Il Fondo dell'Ospedale Civico di Burgio (Atti, Documenti ,archivio storico, codice trecentesco della Compagnia dei Disciplinati di S. Luca di Burgio) è stato recuperato nel 1991 tra le macerie dalla Sovrintendenza Archivistica e versato alla sede territoriale competente.
Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]
Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]
Chiesa di San Rocco;
Chiesa Madre Sant'Antonio Abate, arcipretale;
Chiesa di San Vito, con cripta;
Chiesa di San Luca;
Chiesa della Madonna del Carmine, parrocchiale, con annesso ex convento dei padri carmelitani;
Chiesa di San Giuseppe;
Chiesa di Santa Maria;
Chiesa della Misericordia;
Chiesa della Motta (dedicata all'Immacolata);
Chiesa di Sant'Antonino;
Ex chiesa di Santa Lucia;
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, monastero delle benedettine (oggi delle suore dell'Immacolata di Lourdes), Badia.
Prioria di Santa Maria del bosco Adriano, normanna, di cui restano vestigia notevoli. Il conte Ruggero andava col suo seguito a caccia quando veniva assalito da un cinghiale, fu salvo invocando la santa Vergine. Per grazia ricevuta eresse la chiesa e il monastero che concesse in prioria ai Cistercensi;
Convento dei Cappuccini (con Museo delle Mummie).
Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]
Il castello baronale di Burgio (Castrum Burgii), ubicato nel quartiere Santa Lucia (piazza Castello), in posizione dominante il centro abitato. Dongione su Motta, rettangolare, a blocco unico, in stretto rapporto con l'antico casale saraceno. È stato restaurato nel 1981.
Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]
Parte del territorio di Burgio ricade all'interno della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, istituita nel 1997 e comprendente anche i territori dei comuni di Bivona, Chiusa Sclafani e Palazzo Adriano[3]; nel territorio della riserva naturale sono stati trovati i più antichi reperti fossili della Sicilia[4].

 
 
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