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Belpasso


Belpasso (Belpassu o Malpassu in siciliano) è un comune italiano di 28.128 abitanti situato alle pendici dell'Etna nella città metropolitana di Catania in Sicilia.
È il nono comune più popoloso della città metropolitana di Catania e ne vanta uno tra i territori più estesi (dalla sommità dell'Etna fino ai confini con la provincia di Siracusa). All'interno del grande territorio del paese si estende una vastissima area industriale che ospita tra l'altro il quinto Centro Commerciale più grande d'Italia, Etnapolis, e il Parco Acquatico più grande del Sud Italia, Etnaland.
Gli abitanti sono detti belpassesi (malpassoti in siciliano).

Fisica

Il paese di Belpasso sorge alle pendici dell'Etna, a sud del Vulcano e il territorio comunale si estende dalla sommità del vulcano fino al confine meridionale della città metropolitana di Catania.
Il paese è caratterizzato da una pianta a scacchiera, insolita per la Sicilia, adottata al momento dell'ultima rifondazione avvenuta nel 1694 questa si basò infatti su uno schema razionale, con isolati simmetrici di forma quadrata, disegnato dal mastro Michele Cazzetta. Quasi tutte le vie non hanno nomi specifici ma si distinguono semplicemente in "rette" e "traverse", seguite da un numero romano in ordine crescente da I a XX. Per questa sua conformazione viene chiamata "la scacchiera dell'Etna"

Storia

La prima menzione del paese, con il nome di Santa Maria del Passo risale al 1305[4]. Il successivo toponimo di Malpasso (Malupassu) derivava dalle caratteristiche della zona: passu indica, infatti, una zona con frequente passaggio, mentre malu, aggiunto all'inizio, si riferiva a luogo pericoloso e disagevole (dal latino malus) o, più probabilmente, alla presenza di alberi di mele (da malum) o secondo alcune versioni per la produzione del miele. Gli abitanti del paese presero il nome di malpassoti.
Molto interessante è l'analogia con il paese di Malpaìs sito a nord della più orientale delle Canarie, Lanzarote (ES). Il nome Malpaìs deriva da paìs malo poiché Malpaìs fu ripetutamente distrutto dalle colate laviche provenienti dal cratere che si trova nelle vicinanze della cittadina, tanto da meritarsi l'appellativo di cattivo paese. Probabilmente anche l'origine del nome Malupassu risente dell'influenza spagnola derivante dalla dominazione avuta in Sicilia dal 1516 al 1713. Altra analogia a supporto di tale tesi è la natura del terreno, in entrambi i casi generato da colate laviche ed interessato da piogge di ceneri vulcaniche e lapilli di bassa granulometria provenienti dai vicini crateri di emissione.
A Malpasso (malupassu in siciliano) appartenevano una serie di borghi e villaggi: Guardia di Malpasso e Bottighelle, a nord-ovest, Nicolosi, a nord-est, Sant'Antonio, a sud, e ancora, Annunziata di Malpasso, Fallachi, Misericordia di Malpasso, Fondaco Vecchio e Fondaco Nuovo. Il paese venne distrutto dall'eruzione dell'Etna del 1669, che interessò in parte anche Catania, coperto il paese da uno spesso strato di lava fuoriuscita da un cratere, apertosi a nord degli abitati di Mompilieri e Nicolosi: i Monti Rossi. Gli abitanti superstiti lo rifondarono, in una zona piuttosto distante dall'originario abitato, all'epoca denominata "contrada Grammena". Il nuovo centro prese il nome di Fenicia Moncada, derivata dall'araba fenice e dalla potente famiglia dei Moncada, principi di Paternò e feudatari della zona, e gli abitanti ebbero nome di "fenicioti". Anche questo centro venne tuttavia abbandonato, a causa delle distruzioni subite con il terremoto del 1693.
Il paese attuale venne rifondato una terza volta in una zona ancora diversa situata più a nord dei due siti precedenti prendendo il nome di Stella Aragona (l'attuale quartiere di Borrello) all'epoca conosciuta come "Piano Garofalo", a cura della locale famiglia Bufali con il benaugurante nome di Belpasso.


Chiesa madre di Belpasso


 
 
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