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Aci Catena .

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Aci Catena


Catena (A Catìna in siciliano) è un comune italiano di 29 662 abitanti[1] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Clima

Il clima è generalmente mite. Gli inverni non sempre sono rigidi e le nevicate con accumulo sono rare ma non eccezionali (come accadde, per esempio, nel dicembre del 1925, nel 1956, nel dicembre del 1988, nel febbraio del 2006 e nel gelido gennaio del 2017). Le estati risultano calde e secche. Le piogge, invece, concentrate soprattutto tra ottobre e marzo, sono talvolta intense a causa dell'effetto stau, protagonista della pluviometria della zona acese.

Storia

Aci Catena e le altre Aci si narra che trassero la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione alla storia d'amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca greca e romana esisteva una città chiamata Akis (Ἄκις), che partecipò alle guerre puniche.
La storia della medievale Jachium e poi dell'araba Al-Yag coincide strettamente con quella del Castello di Aci da cui si può desumere buona parte degli avvenimenti storici ed a cui si rinvia. Di questo periodo è la fondazione del Santuario di Valverde.
La storia di Aci Catena sarà praticamente condivisa fino al XVII secolo con quella degli altri casali del territorio di Aci a cui si può far riferimento.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Acireale.
Sotto il dominio spagnolo, nel XVII secolo, il notevole sviluppo economico di Aquilia Nuova (Acireale) causò contrasti e rivalità con gli altri casali che chiedevano l'autonomia amministrativa. Vi è stata quindi la separazione dei casali di Aci. Nacquero così, oltre ad Aci Catena, i seguenti agglomerati: Aci Bonaccorsi (1652), Aci Castello (1647), Aci San Filippo ed Aci Sant'Antonio (1628), Aci Platani (frazione di Acireale), Aci Trezza (frazione di Aci Castello) ed Aci Santa Lucia (frazione di Aci Catena). Curiosamente la cittadina veniva citata in passato come Scarpi (scarpe, forse per la presenza nella zona di calzolai), mentre la frazione di Aci San Filippo era detta Xacche e quella di Aci Santa Lucia Cubisia.
Il sisma dell'11 gennaio 1693[modifica | modifica wikitesto]
Il sisma del 1693 interessò un'area vastissima della Sicilia orientale: da Messina a Val di Noto. Gli studiosi odierni, grazie alle fonti che ne hanno descritto gli effetti, hanno stimato l'intensità a 7.4 Richter o XI Mercalli. Anche Aci Catena fu distrutta in parte: la chiesa che custodiva una preziosa icona del XV secolo cadde, ma l'altare, la preziosa icona e il simulacro restarono integri.
A differenza dei paesi limitrofi, la cronache riportano che l'antica Scarpi ebbe meno di cento vittime. Il popolo catenoto interpretò l'evento come un miracolo che allora attribuì alla Madre della Catena che li avrebbe protetti con il proprio manto. Il culto della Vergine della Catena si è nel frattempo espanso anche ed è ancora praticato anche nelle zone limitrofe. Ad esempio, a inizio 1900 il vescovo di Acireale e già prevosto di Aci Catena (Salvatore Bella) scrisse un inno commemorativo alla Vergine. La ricorrenza viene festeggiata annualmente dai fedeli l'11 gennaio.

Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose

Chiesa Matrice


Chiesa Collegiata di Maria Santissima della Catena, chiesa madre di Aci Catena
Chiesa di San Filippo d'Agira, chiesa madre di Aci San Filippo
Eremo di Sant'Anna è un complesso religioso della metà del XVIII secolo.
Chiesa di Santa Lucia con il suo tetto ligneo, gli affreschi e i dipinti di Paolo Vasta
Chiesa di San Giuseppe, architettata da Francesco Battaglia, per la sua particolare facciata in stile arabo - bizantino, risulta essere per lo stile, unica in tutta la Sicilia. Questa è arricchita da una coreografica gradinata in pietra bianca di Siracusa. All'interno è possibile ammirare una magnifica pala d'altare di Lorenzo Gramiccia, datata 1740, che raffigura la fuga in Egitto della Sacra Famiglia.
Chiesa di Sant'Antonio di Padova, adattata verso gli ultimi anni del diciannovesimo secolo a sede del municipio, costodisce all'interno un "Crocifisso ligneo" opera di Giovan Francesco Pitorno meglio noto come Frate Umile da Petralia del XVII secolo.
Area archeologica di Santa Venera al Pozzo, esempio di impianto termale romano dell'età tardo-imperiale.
Mulini ad acqua di Aci Catena

 
 
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